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Violenza sui minori?

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6 ottobre 2007

Egr. Direttore,
Le chiedo ospitalità per una riflessione comune, alla quale auspico la partecipazione di lettori “illuminati” e sensibili…
L’argomento riguarda ancora la vicenda di quei sei bambini di una scuola materna di Busto Arsizio i quali, poiché i loro genitori non avevano potuto/voluto pagare le rette della mensa, non venivano ammessi alla refezione.
Anche grazie al cospicuo aiuto della Sig.ra Laura Caruso e del Sig. Gian Battista Cassani, due mecenati varesini, sono riuscito, pagando il debito nei confronti del Comune, a far sì che tutti quei sei bambini fossero riammessi alla mensa.
Però, mi chiedo, come è giusto interpretare quanto si è verificato?
Il fatto che un’istituzione per “responsabilizzare” i genitori neghi il pasto a dei bambinetti costretti a digiunare mentre i loro piccoli compagni si riempiono il pancino nella mensa della scuola, sarà certamente “corretto” sotto il profilo amministrativo, però “puzza” molto di maltrattamento di minore. Vuole infatti l’art. 572 codice penale “Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli” che “(…) Chiunque (…) maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. (…)”.
Orbene, lasciare digiuni, con il pancino vuoto, sei scolaretti della scuola materna può oppure no configurarsi come maltrattamento nei loro confronti?
E, sapere che ciò avviene, lasciando che comunque avvenga, può o meno configurarsi come loro abbandono da parte delle rispettive famiglie?
Se i Dirigenti comunali preposti avessero voluto veramente “dare una lezione” alle famiglie di quei bimbetti, non sarebbe stato forse più corretto non accettare l’iscrizione di quei bambini alla scuola materna, ovvero non ammetterli nella scuola, piuttosto che invece lasciarli a pancia vuota, trattandoli alla stregua d’incolpevoli “ostaggi” nei confronti delle famiglie morose?
Ed ancora, dopo il nostro intervento, non si sentiranno quelle stesse famiglie ancor più legittimate a non curarsi dei propri bambini, ritenendo che “tanto c’è qualcuno che ci pensa”?
Sono dubbi che mi stanno assillando e, prima di fare un esposto al Tribunale dei Minori e/o alla Procura della Repubblica per segnalare l’accaduto, chiedo un parere Suo e dei Suoi Lettori.
Anche se la questione non è forse rilevante quanto quella del “dialetto”, della “caccia”, del “traffico”, dei “corvi varesini”, etc., spero che qualcuno voglia comunque esprimersi.

lettera firmata

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