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Violenza sulle donne, non facciamo ironia inutile

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26 gennaio 2009

Buonasera direttore,
le scrivo in merito alla orribile vicenda della violenza di capodanno a Roma.
Non so se definirmi più stupita per quello che sta succedendo, oppure più arrabbiata. La ragazza, dopo aver subito lo stupro, ha trovato la forza e il coraggio di denunciare la violenza subita. L’aggressore è stato trovato, e che cosa succede? Gli vengono concessi gli arresti domiciliari. Non mi interessano le attenuanti che hanno portato a questa decisione, e penso non interessino a
nessuna donna. La violenza sulle donne è, a mio avviso, insieme a quella sui minori, la forma di violenza più esecrabile esistente. Una donna deve avere il diritto di sentirsi sicura in qualsiasi situazione e in qualsiasi parte della città. Lo stupro lascia segni sul corpo e nell’anima di chi la subisce. I segni sulla pelle passano, ma il ricordo, il senso di vergogna, la paura e i rimorsi
rimangono, indelebili, presenti ogni giorno. Sapere che l’aggressore sia in carcere e subisca una punizione non penso che dia nessun sollievo alla vittima, ma potrebbe farla sentire parte di uno paese più giusto. Aumentare il numero di militari per le strade che cosa può cambiare? Le donne subiscono violenza anche (e in numero maggiore) tra le mura domestiche. Noi donne vogliamo giustizia. Vogliamo essere trattate come esseri umani e non come oggetti. Fa inorridire sentire chi fa ironia su questo argomento. Una donna violentata non ha nessuna voglia di ridere. Sembra che ancora la violenza verso le donne sia qualcosa che
noi ci cerchiamo, provochiamo, e di cui pochi si curano. Chi ci governa deve adoperarsi per prevenire e punire questi comportamenti e non fare dichiarazioni che tendano a minimizzare l’accaduto. Ma fa ancora più tristezza
quando si cerca di fare campagna politica su questi argomenti. Mi auguro solo che le donne, di qualsiasi età e ideologia politica, riescano a far sentire la propria voce nelle sedi opportune affinchè si crei un cambiamento culturale che porti a dare il giusto valore ad atti tanto odiosi.
Grazie

Greta Carla Achini, consigliere provinciale Pd

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