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Volevo solo lavorare

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8 marzo 2012

Egregio Direttore,
 
sono una ragazza di 33 anni che aveva un sogno, avere un’attività in proprio.
Nel 2009 ce l’ho fatta, ho realizzato ciò che sognavo da anni acquistando un piccolo negozietto di alimentari in un quartiere di Gallarate.
Vorrei raccontare la mia breve storia per far sapere a tutti quanti quant’è difficile, complicata e quasi ingestibile, la vita da commerciante e da imprenditrice in questo momento.
Non ho mai fatto distinzioni tra dipendenti e imprenditori e ho avuto la fortuna di aver provato tutte e due le "campane".
E non è neanche mia intenzione offendere l’una o l’altra categoria: oggi si lavora tutti indistintamente gli uni per gli altri.
La situazione in Italia si sta facendo sempre più preoccupante, sia dal mio punto di vista che dal punto di vista di tanti ragazzi e ragazze che passano in negozio e mi raccontano spaccati delle loro vite quotidiane.
Vedo molta gente preoccupata, quasi senza futuro o peggio senza mete…
Dicevo della mia breve storia; acquistato il negozio con un prestito personale nel 2009 sono partita carica e fiduciosa, più di quanto forse avrei dovuto essere.
Mi sono resa conto dopo non molto che forse ciò che sognavo non era esattamente ciò che avrei avuto….
In effetti mi trovo ora, nel 2012 con un’attività che FORTUNATAMENTE funziona, e anche abbastanza bene (anche se avendo il mutuo da pagare, non mi lascia niente in tasca) ma che non mi fa più dormire, non mi fa godere della mia famiglia nè del mio tempo libero.
Le tasse sono troppo alte per poter pensare di avere una commessa part-time, facendo conto che per pagarla 750 euro al mese ne devo pagare allo stato almeno il 50% in più… Poi inps, inail, iva, tarsu, siae, irap… ecc… ecc…. ecc….
Per non parlare poi dei continui aumenti, zucchero, caffè, latte…. aumenti che io tengo a precisare NON ho girato alla clientela… dato che i prezzi diventano veramente improponibili…
Vogliamo toccare il tasto DOLENTE di ferie, permessi, malattie? Io non so neanche cosa vogliano dire, queste parole. Io e mio marito non facciamo ferie da 3 anni. Neanche un giorno, neanche un sabato, neanche un ponte…. non ho mai chiuso ad Agosto, mai per le feste nè per i ponti. Una volta mi sono tagliata il dito con l’affettatrice… a parte il fatto che anche volendo essere assicurati, per "così poco" non ti coprono (avrei dovuto tagliarmi la mano…forse) bè, comunque sono andata al pronto soccorso, sono rimasta fino a che non mi hanno ricucita, poi sono tornata in negozio ed ho continuato ad affettare, come se nulla fosse.
Di ammalarmi non se ne parla, ho fatto 1 giorno di febbre a 40 poi ho dovuto cacciarla a forza perchè il lunedì sarebbe stato lavorativo, anche se "solo" 6 ore.
Tutti i giorni mi alzo alle 5.30, mi sparo 13 ore al giorno, vedo mio marito per 3 ore la sera, e l’unico svago che ho (e che mi ha salvato la vita) è la mia cagnolona che mi tiene compagnia durante la mia pausa pranzo di 2 ore.
Tutto questo per portare a casa NIENTE, per non dormire la notte, per continuare a pensare che prima o poi le cose miglioreranno.
Fortunatamente il mio lavoro mi piace, lo adoro, anche se a volte ammetto… mi piacerebbe farlo per qualcun’altro… sicuramente avrei meno pensieri, forse la notte riuscire a dormire, forse non verrei a casa pensando a ciò che devo fare domani, a quale dei miei fornitore devo pagare le fatture, alla merce che devo riordinare e a quella che devo buttare perché scaduta, non dovrei pensare a come fare a far tornare quel cliente, a perché quella non compra più, a perché prima il pan carré si vendeva e adesso non va più; a quale prodotto nuovo inserire, a quali sconti mi posso inventare oggi, a che cosa posso offrire io di più degli altri.
Poi…. vedo il volantino di un supermercato… lo sfoglio… FETTE BISCOTTATE ARMONIA euro 0,85…ma come? Io le vendo a eu 1,70…
E allora Direttore… mi viene da chiedermi…ma io, qui, che ci sto a fare?
 
 
Distinti saluti
Veronica, commerciante disillusa

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