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“Votare ai referendum è importante”

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8 giugno 2011

Noi dell’Italia dei Valori abbiamo rilevato che, a 5 giorni dai referendum, molti cittadini hanno difficoltà a capire come si deve votare ai referendum. Forse necessita un’informazione più chiara e più approfondita che, per scelte politiche ed economiche condizionanti, può operare per rendere meno trasparente la conoscenza di determinati argomenti.

Il referendum, avendo come funzione primaria l’abrogazione di una legge o parte di essa, obbliga a votare “SI” quando si vuole cancellare una legge. Pertanto è fondamentale che i cittadini sappiano che non devono fare altro che mettere la croce sul “SI” che troveranno incorniciato sulla scheda elettorale.

Preoccupante anche il fatto che molti cittadini siano convinti che la maggioranza sia collegata al numero dei votanti e non degli aventi diritto. Pertanto molti non sanno che alle urne ci si deve recare il 50% + 1 degli elettori aventi diritto quindi circa 23,5 milioni più uno.

Aver stabilito la data del 12-13 giugno fa pensare che ci sia una strategia che gioca sulla distrazione legata al periodo estivo e questo dovrebbe diventare un motivo in più per dimostrare che non siamo degli stupidi e che non cadremo nel tranello di queste astuzie.

I Referendum, a chi Governa, hanno sempre fatto paura perché sono in grado di scardinare piani preordinati e quando ci sono interessi per miliardi di euro, per chi ha perso qualsiasi riferimento etico, diventa lecito anche il gioco sporco.

Noi che amiamo il gioco pulito e trasparente vogliamo spiegare i quattro quesiti e il motivo che ci spinge a chiedervi di votare “SI”:

1)Il primo quesito propone l’abrogazione delle modalità ordinarie di gestione del servizio idrico affidandole a soggetti privati. Abrogare questa norma significa contrastare la consegna al “mercato” dei servizi idrici impedendo, di fatto, che un bene primario, indispensabile per la vita, possa diventare privilegio dei pochi che se lo possono permettere.

2) Il secondo quesito propone l’abrogazione di quella parte che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In poche parole si garantirebbe al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

3) Il terzo quesito ha l’intento di evitare la possibilità che sul territorio italiano vengano costruite centrali nucleari soprattutto perché è ormai dimostrato ampiamente l’enorme danno sulla salute e sull’ambiente che un incidente può provocare. Chernobyl e Fukushima lo insegnano in modo inequivocabile.

4) Con questo ultimo punto si vuole chiarire che qualsiasi ministro eletto non potrà più usufruire del “legittimo impedimento” per non comparire in udienza, in pratica sarà un uomo come tutti gli altri e se commetterà reati ne risponderà come ne deve rispondere qualsiasi cittadino.

Ora è necessario che gli indecisi, determinanti per l’esito finale, riflettano sulla importante responsabilità che si assumono se dovessero decidere di non andare a votare in quanto saranno colpevoli di tutte le gravi conseguenze che il fallimento dei referendum provocherà; prima fra tutte la cancellazione dell’istituto referendario che è un baluardo in difesa della Democrazia; quella vera.

Referente città di Varese "Italia dei Valori-Lista Di Pietro" Alessandro Milani

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