GUIDO
GHIRINGHELLI: LA MIA MARATONA
Un’
opportunità più unica che rara e così dopo Novi
Ligure, Calderara di Reno, Carpi e Venezia in una
sorta di crescendo rossiniano
la mia “carriera” registra l’acuto della
grande Mela. Come d’incanto mi ritrovo seduto su una
delle centinaia di bus che guidano la carica dei 36000
verso il ponte di Verrazzano.
(17 novembre 2003)
MA COME ME LA
IMMAGINAVO UNA MARATONA?
Non avendo mai pensato prima di
cimentarmi nell’impresa, la consideravo solo come una
competizione agonistica, al limite delle possibilità e comunque
per pochi eletti. Prima ancora, la rievocazione storica del
soldato di Milziade che arrivò in fondo e rimase stecchito aveva
colpito la mia fantasia di bambino. Comunque fosse, non era il mio
mestiere. Le poche volte che avevo provato a seguire amici che
corrono, avevo sempre patito pene infernali.
(14 novembre 2003)
Una MARATONA più bella e calda del solito
Quest'anno c'è
stato un tempo anomalo a causa della Indian Summer che ha
alzato la temperatura di parecchi gradi arrivando al giorno
della maratona a quasi 20 gradi e che ha permesso a tutti di
correre nel modo più libero possibile.
(10 novembre 2003)
LA
MIA MARATONA
Arrivata a New York mi
sono sentita subito a casa, è stata una strana
sensazione... ho sempre visto questa città nei film,
nei video, sulle riviste.... mi è sempre sembrata
patinata, finta e pericolosa... Una volta dentro tutte
le paure sono svanite per lasciare posto ad una
sensazione di assoluto e totale benessere...
(9 novembre 2003)
new
York city marathon, il mio giorno più lungo
New York, domenica 2 novembre 2003,
ore 5.00 … suona la sveglia …. inutilmente …
siamo già ben svegli: è il grande giorno .. il
giorno della maratona. Dopo tanto parlarne, dopo tanti
allenamenti finalmente è giunto il momento atteso!
(6 novembre 2003)
Scriveteci a : redazione@varesenews.it
|