OLIMPIADI 2004

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Il nuoto apre le danze

Nuoto dalla prima giornata delle Olimpiadi.
Nuoto la mia passione.
Nuoto che pratica da settant’anni il nostro presidente Carlo Azeglio Ciampi.
E che ha utilizzato come riabilitazione dopo  il recente infortunio.
Come i medici continuano a sottolineare, lo sport allunga  la vita e il nuoto è quello che puoi praticare più a lungo. E in  qualsiasi situazione. Anche fino ad 80 anni.
Questo sport non ha controindicazioni perché in acqua la  forza di gravità è ridotta e i movimenti risultano meno  traumatici.
Elogio del nuoto a parte, il  14 agosto inizia quello dei  campioni. Fino al 21 vedremo i nostri lottare per  riconfermarsi ai vertici. In uno sport che ultimamente ci  ha dato numerose soddisfazioni. Gli azzurri tornarono da  Sydney con un bottino impressionante, che li catapultò  subito tra i famosi. Ora tutti conoscono Massimiliano  Rosolino, Emiliano Brembilla e Domenico Fioravanti. Purtroppo quest’ultimo, medagliato dell’edizione 2000, sarà  il grande assente. Problemi cardiaci diagnosticati durante  l’inverno. Il triste stop. La parentesi in tv per un reality  show. E ora lo ritroveremo ad Atene come telecronista per mediaset. I  suoi  due  ori  olimpici, comunque, rimarranno  sempre nelle nostre menti. Perché nessuno  l’aveva  mai  fatto prima. In quest’edizione sarà dura ripetere Sydney  ma si può fare bene.
Il 2000 ha  portato in Italia tre ori, uno di Rosolino e due  di Fioravanti, appunto. Questa sarebbe veramente  un’impresa. Perché ora il nuoto mondiale è cresciuto moltissimo, sono nati dei fenomeni che paiono imbattibili. E proprio nelle gare dei nostri più forti. Alessio Boggiatto , però, campione  del  mondo  2001  nei  400  misti   e  secondo  tempo  mondiale  quest’anno, non parte da sconfitto. Giustamente. E sostiene che la storia la farà lui  se riuscirà a vincere l’”extraterrestre” (Micheal Phelps   nella  gara  più  lunga dei  misti).
Michel  Phelps e Jan Thorpe sono i due fenomeni. Un americano e un australiano che paiono venuti da un altro  pianeta. Tutti e due con grandi obiettivi. Il primo vorrebbe  addirittura vincere sette ori e andare ad eguagliare Spitz. Impresa  del  1972 questa, ora  ancora  più  difficile, se  si  pensa che oggi gli atleti sono costretti a specializzarsi su  un’unica distanza. O al  massimo due. I nostri azzurri  cercheranno di non lasciare nulla di intentato, comunque. E guidati da capitan Merisi, medaglia olimpica nei 200 dorso  nel 1996, daranno il possibile. Da Rosolino a Boggiatto nei  misti, da Brembilla a Magnini nello stile libero, dalla Segat alla Cavallino nella farfalla, alla piccola Pellegrini nello stile libero veloce ne vedremo delle belle.
Arrivederci in piscina, allora.