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NEWS
Il nuoto apre le
danze
Nuoto
dalla prima giornata delle Olimpiadi.
Nuoto la mia passione.
Nuoto che pratica da settant’anni il nostro presidente
Carlo Azeglio Ciampi. E
che ha utilizzato come riabilitazione dopo il
recente infortunio.
Come i
medici continuano a sottolineare, lo sport allunga
la vita e il
nuoto è quello che puoi praticare più a lungo. E in
qualsiasi situazione. Anche fino ad 80 anni.
Questo sport non ha controindicazioni perché in acqua
la forza di gravità è ridotta e i movimenti
risultano meno traumatici.
Elogio del nuoto a parte, il 14 agosto inizia
quello dei campioni. Fino al 21 vedremo i nostri
lottare per riconfermarsi ai vertici. In uno sport
che ultimamente ci ha dato numerose soddisfazioni.
Gli azzurri tornarono da Sydney con un bottino
impressionante, che li catapultò subito tra i
famosi. Ora tutti conoscono Massimiliano Rosolino,
Emiliano Brembilla e Domenico Fioravanti. Purtroppo
quest’ultimo, medagliato dell’edizione 2000, sarà
il grande assente. Problemi cardiaci diagnosticati
durante l’inverno. Il triste stop. La parentesi
in tv per un reality show. E ora lo ritroveremo ad
Atene come telecronista per mediaset. I suoi
due ori olimpici, comunque, rimarranno
sempre nelle nostre menti. Perché nessuno
l’aveva mai fatto prima. In
quest’edizione sarà dura ripetere Sydney ma si
può fare bene.
Il 2000 ha portato in Italia tre ori, uno di
Rosolino e due di Fioravanti, appunto. Questa
sarebbe veramente un’impresa. Perché ora il
nuoto mondiale è cresciuto moltissimo, sono nati dei
fenomeni che paiono imbattibili. E proprio nelle gare
dei nostri più forti. Alessio Boggiatto , però,
campione del mondo 2001 nei
400 misti e secondo tempo
mondiale quest’anno, non parte da sconfitto.
Giustamente. E sostiene che la storia la farà lui
se riuscirà a vincere l’”extraterrestre” (Micheal
Phelps nella gara più
lunga dei misti).
Michel Phelps e Jan Thorpe sono i due fenomeni. Un
americano e un australiano che paiono venuti da un altro
pianeta. Tutti e due con grandi obiettivi. Il primo
vorrebbe addirittura vincere sette ori e andare ad
eguagliare Spitz. Impresa del 1972 questa,
ora ancora più difficile, se si
pensa che oggi gli atleti sono costretti a
specializzarsi su un’unica distanza. O al
massimo due. I nostri azzurri cercheranno di non
lasciare nulla di intentato, comunque. E guidati da
capitan Merisi, medaglia olimpica nei 200 dorso
nel 1996, daranno il possibile. Da Rosolino a Boggiatto
nei misti, da Brembilla a Magnini nello stile
libero, dalla Segat alla Cavallino nella farfalla, alla
piccola Pellegrini nello stile libero veloce ne vedremo
delle belle.
Arrivederci in piscina, allora.

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