OLIMPIADI 2004

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Una giornata un po' sfortunata

Boggiatto è quarto. Rosolino quinto.
In  due  gare  molto complesse i nostri non sono stati sostenuti dalla fortuna.O buona sorte. 
Non è bastato a Massimiliano Rosolino avere un tifoso d’eccezione, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Non è bastata a Boggiatto la cattiveria dei tempi migliori.

Peccato, sono stati  generosi i  nostri  ragazzi. Ma  lo sport è circostanza, situazione. Basta un soffio e si perde. Due  australiani e  due  americani. Sembra una maledizione. Nella gara di Rosolino hanno occupato i due gradini più alti  del podio due canguri. Ian Thorpe e Grant Hackett. Primo e  secondo rispettivamente. E il 3’46”25 di Massimiliano l’ha  sbattuto in quinta  posizione. Comunque soddisfatto il  napoletano di mamma australiana. “E’ la  dura  legge  delle  gare. Faccio i miei complimenti agli australiani. Peccato per la posizione ma meglio quinti che quarti. Per non provare  rabbia, intendo. Io ho impostato la gara bene e poi questo  è solo l’inizio dell’Olimpiade”. E poi col suo spirito partenopeo aggiunge “ più di così non andavo”. In una gara  difficile in cui persino l’atteso Emiliano Brembilla è rimasto  fuori dalla finale.

I  400 stile libero  sono una delle competizioni  di  livello  tecnico più  alto della disciplina nuoto. Una gara che qui è  stata impostata con un ritmo relativamente lento. Relativamente.
Massimiliano, cuffia nera, ha fatto il possibile per contenere il ritorno degli avversari.
Non finisce  qui.

Rosolino forte dei suoi due anni passati in Australia ad  allenarsi ci promette di fare il possibile nei 200 misti. Un ragazzo che ha trovato il coraggio di andare a nuotare in  un altro continente per non lasciare nulla di intentato. In una terra dove il nuoto è tradizione,come da noi lo è il calcio. Un atleta che dimostra equilibrio e ritrovata  serenità  e che ci auguriamo di vedere al top nella  gara  che l’ ha incoronato oro olimpico  nel  2000.

Due americani, invece, sul podio della gara di Alessio  Boggiatto. E un bronzo che Alessio si vede strappato per  un  soffio. Una  maledizione. Ancora quarto, come nella scorsa Olimpiade. Non è bastato il record italiano ad Alessio, con 4’12”28.
Boggiatto è apparso determinatissimo, con motivazioni e  coraggio rinnovati. Ha fatto meglio di quando si è laureato campione del mondo in Giappone nel 2001.
Ma gli americani affrontano le  gare  con  spavalderia. Ed  ecco che te ne trovi ben due sul  podio. Uno ce lo  aspettavamo. Phelps, Michael  Phelps. Colui che vorrebbe  emulare Spitz in  quanto a numero di medaglie vinte. L’altro è Vendt. Speravamo di vedere Alessio Boggiatto sul podio  e invece abbiamo dovuto accettare così. Mancava questa  medaglia al ragazzo di Moncalieri, peccato perché è proprio un cavallo di razza.

Viola Valli