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Una giornata un
po' sfortunata
Boggiatto
è quarto. Rosolino quinto.
In due gare molto complesse i nostri
non sono stati sostenuti dalla fortuna.O buona sorte.
Non è bastato a Massimiliano Rosolino avere un tifoso
d’eccezione, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Non
è bastata a Boggiatto la cattiveria dei tempi migliori.
Peccato,
sono stati generosi i nostri ragazzi.
Ma lo sport è circostanza, situazione. Basta un
soffio e si perde. Due australiani e due
americani. Sembra una maledizione. Nella gara di
Rosolino hanno occupato i due gradini più alti
del podio due canguri. Ian Thorpe e Grant Hackett. Primo
e secondo rispettivamente. E il 3’46”25 di
Massimiliano l’ha sbattuto in quinta
posizione. Comunque soddisfatto il napoletano di
mamma australiana. “E’ la dura legge
delle gare. Faccio i miei complimenti agli
australiani. Peccato per la posizione ma meglio quinti
che quarti. Per non provare rabbia, intendo. Io ho
impostato la gara bene e poi questo è solo
l’inizio dell’Olimpiade”. E poi col suo spirito
partenopeo aggiunge “ più di così non andavo”. In
una gara difficile in cui persino l’atteso
Emiliano Brembilla è rimasto fuori dalla finale.
I
400 stile libero sono una delle competizioni
di livello tecnico più alto della
disciplina nuoto. Una gara che qui è stata
impostata con un ritmo relativamente lento.
Relativamente.
Massimiliano, cuffia nera, ha fatto il possibile per
contenere il ritorno degli avversari. Non
finisce qui.
Rosolino
forte dei suoi due anni passati in Australia ad
allenarsi ci promette di fare il possibile nei 200
misti. Un ragazzo che ha trovato il coraggio di andare a
nuotare in un altro continente per non lasciare
nulla di intentato. In una terra dove il nuoto è
tradizione,come da noi lo è il calcio. Un atleta che
dimostra equilibrio e ritrovata serenità e
che ci auguriamo di vedere al top nella gara
che l’ ha incoronato oro olimpico nel
2000.
Due
americani, invece, sul podio della gara di Alessio
Boggiatto. E
un bronzo che Alessio si vede strappato per un
soffio. Una
maledizione. Ancora quarto, come nella scorsa Olimpiade.
Non è bastato il
record italiano ad Alessio, con 4’12”28.
Boggiatto è
apparso determinatissimo, con motivazioni e
coraggio rinnovati. Ha
fatto meglio di quando si è laureato campione del mondo
in Giappone nel 2001.
Ma gli americani affrontano le gare con
spavalderia. Ed ecco che te ne trovi ben due sul
podio. Uno ce lo aspettavamo. Phelps, Michael
Phelps. Colui che vorrebbe emulare Spitz in
quanto a numero di medaglie vinte. L’altro è Vendt.
Speravamo di vedere Alessio Boggiatto sul podio
e invece abbiamo dovuto accettare così. Mancava questa
medaglia al ragazzo di Moncalieri, peccato perché è proprio
un cavallo di razza.
Viola
Valli

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