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Aspettando
Federica
Fede come Federica
Pellegrini.
Fede il 17 agosto nei 200 stile libero del nuoto.
Fede che ci fa sognare, perché ha conquistato il primo
crono per la finale e
che quindi vedremo nella corsia centrale a combattere per
una medaglia.
Ma non chiediamole troppo, perché
ha solo sedici anni.
Sedici compiuti il 5 agosto,
quando il suo pensiero era già ad
Atene.
Le hanno regalato una catenina con i cerchi olimpici.
Di buon
auspicio.
Si ritroverà in una gara di esperte a dover
accontentare i desideri di un’intera nazione.
E anche i suoi, perché in fondo ci spera.
Record italiano nelle semifinali con 1’58”02.
Bisogna sicuramente
abbattere il muro del 58” per sperare in una
medaglia.
Fede appare
tranquilla, agli europei di maggio no.
Sostiene che non ha nulla da perdere. Ma credo poco che
non abbia tensione chi per la prima volta partecipa ad
una finale olimpica. Speriamo che sia una tensione
positiva.
Nelle prove eliminatorie ha nuotato con la freddezza
delle veterane e ha creato il vuoto dietro di sé. In
finale, però, daranno tutte il massimo e sarà una gara
aperta.
Fede ha stupito persino il commissario tecnico Alberto
Castagnetti, che ha sottolineato il
talento e la determinazione dell’atleta.
Castagnetti insiste sul fatto di non caricarla di troppe
pressioni perché lei, il suo obiettivo, l’ha già
raggiunto. La Pellegrini era partita per Atene con il
desiderio di conquistarsi una finale e con l’idea che
la sua Olimpiade sarebbe stata la prossima. Ma “ora
che sei in ballo devi ballare, Fede!”.
Speriamo che i
leoncini di peluche che colleziona meticolosamente la
assistano. Restiamo
in ansia aspettando il risultato. Fede con la
mente ci fa tornare a Novella Calligaris.
Novella che nel 1972, ancora giovanissima, vinse
l’unico oro olimpico al femminile della storia
del nuoto italiano.
Riuscirà la Pellegrini a raccogliere l’eredità di
questa nuotatrice?
Novella nuotava a stile libero ma il mezzofondo. Fede
predilige la velocità. Non
si assomigliano molto nel fisico ma la determinazione le
accomuna. E’
da più di trent’anni che aspettiamo un’atleta che
riesca ad emulare o almeno ad avvicinare la forte
Calligaris. Che sia arrivato il momento?
Certo è impresa
ardua ma la carriera della piccola Fede è solo agli
inizi. Qualsiasi
risultato ci regalerà questa ragazza sarà positivo, perché
a sedici anni una finale olimpica è come una vittoria.
Fede, poi, da vera campionessa ha già programmato il
prossimo quadriennio. Si
trasferirà con l’allenatore alla corte di Remo
Sacchi, la DDS. Milano
la adotterà e la porterà fino a Pechino.
In bocca al lupo, allora.

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