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Il
fioretto non delude mai
Un
argento e un
bronzo nel
fioretto maschile.
La
disciplina che
non delude
mai. Lo
dicono le centotre medaglie
olimpiche ad
oggi. Per
tradizione in
questo sport siamo
vincenti. Salvatore
Sanzo è
il nostro
argento in una finale bellissima contro il
francese Guyart.
Il
carabiniere pisano
dopo una partenza
coi fiocchi
si è fatto
sconfiggere. Peccato.
All’inizio pareva
sopraggiungere una
vittoria indiscussa.
Iniziative prese a ripetizione, provocazioni
all’avversario. Addirittura
si permette
di chiamarlo
con aria
di sfida. Ha
una grande
padronanza tecnica
e molta
voglia di dare
spettacolo.
Quattro
a zero
per l’italiano. E
poi, invece,
l’argento. Un successo
comunque per
il nostro Salvatore, quinto a
Sydney nel
2000. Curioso è che
durante
il combattimento
il francese
colpisce volontariamente Sanzo
con un
calcio. Cosa
strana per uno
sport di classe
come questo.
Comportamento vergognoso, meritava una
sconfitta.Cartellino
rosso. Il presidente
di giuria
giustamente non
si lascia
sfuggire nulla.
E pensare
che l’avversario di
Montano-Montano il vincitore della sciabola- lo
aveva aiutato a
distendere il polpaccio quando era sopraggiunto un crampo. Questo è
il vero
campione, colui
che vuole
combattere ad armi pari. Colui
che vuole
vincere onestamente. Per
chi di scherma ne
mastica poca può incuriosire la figura
del tecnico
che prepara
le armi.
Anche Sanzo
durante la prova
ha sostituito il fioretto perché
non funzionava
bene. Gli atleti hanno a
disposizione una sacca con
armi nuove
per l’occorrenza.
Il
sedici agosto,
allora, non ha deluso
la scherma
italiana. Due
medaglie. E’ mancato solo l’oro.
Oro
che potrebbe
arrivare domani in
campo femminile dalla nostra
Valentina Vezzali.
Passando
alla piscina, si è disputata la gara
più interessante
del programma
olimpico. La
finale dei 200
stile libero uomini. Un livello
spaventoso. Pensate
che, sommando i
record del mondo di quattro atleti di
quella finale capolavoro, si
raggiunge il
numero trenta.
Niente male. L’olandese
Van den Hoogenband
campione olimpico uscente, l’australiano Thorpe
, l’americano Phelps. Tutti presenti
al blocco
di partenza.
Sono tre
che non
hanno bisogno di presentazioni. E saranno
proprio loro a salire
sul podio.
Con l’australiano
primo che
si prende la
rivincita sull’
olandese e per la
prima volta
mostra il suo
lato più
umano sfoderando un sorriso mai
visto. Secondo
è appunto il tulipano dopo una partenza
veemente e terzo l’americano,
che dovrà mettere da parte
il sogno
di battere il
record di
sette medaglie
in una
stessa edizione
di Spitz. In questa
gara per pochi
eletti, l’italiano Emiliano
Brembilla giunge
ottavo. Tra
le donne stupisce
la piccola Federica Pellegrini
conquistando un
posto nella
finale di domani
col nuovo record italiano di 1’58”02. Una
nuotata elegante la sua,
che non conosce
cedimenti ed
incrementa sul
finale. Pare
che Fede
possa ambire
ad un
podio. E’
serena la
sedicenne. Forse in
qualche mese
ha già imparato
a competere con
i grandi
del nuoto
e vuole un
posto come regina. Aspettiamo, dunque, a dire che
la sua Olimpiade
sarà quella
del 2008.
Intanto la
ragazza è
qui. E il suo
sorriso ha dimostrato ritrovata
serenità.
Brutta
notizia arriva
dalla pallanuoto femminile che perde l’incontro
con l’Australia
5 a 6. Ma le
nostre atlete sono
famose per
perdere sempre
le prime
partite.
Viola
Valli

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