OLIMPIADI 2004

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Giuseppe Maffei, una storia esemplare

Un paio di scarpette come amiche e tanta passione per l'atletica. E' Giuseppe Maffei, Beppe. Anni passati a gareggiare per la S.S.SNAM di San Donato Milanese, dividendosi tra studio e sport. Perché Beppe è laureato al politecnico di Milano. Uno che non si è accontentato di arrivare nono al mondiale di Siviglia e primo alle universiadi del 1999. Ha voluto aggiungere il titolo di dottore al suo curriculum. Oggi gareggia per la Libertas Centro Torri Pavia. Un ragazzo nomade, come tutti gli atleti di livello. Prima a S.Donato, poi in Portogallo per un anno dopo aver conosciuto la sua attuale fidanzata. Sandra è portoghese e Beppe ora conosce bene la lingua e la sua città, una piccola città sopra Lisbona. Sono tornati in Italia insieme. Sandra lavora per l'università di Pavia, laureata nella sua terra. Lui lavora e studia. Un ragazzo d'oro che lavora anche perché "non puoi solo correre", non si guadagna abbastanza.Tanti sacrifici, "spesso sostengo personalmente le spese in funzione della mia attività sportiva". "Durante l'inverno per riuscire a conciliare sport e lavoro mi allenavo alle dieci di sera e cenavo dopo le undici". Non male per uno che ti ritrovi come unico nella specialità delle siepi, dei 3000 siepi ad Atene. E non solo: a ricoprire il mezzofondo saranno solo in due all'Olimpiade, Longo e Maffei, appunto. E per chi crede che andando alle Olimpiadi si arrivi a navigare nell'oro ecco i sacrifici di chi fa sport, tanti, a volte troppi.
E' quasi una vocazione. Beppe poi quest'inverno è stato costretto a fare il pendolare tra Pavia e Torino, per il lavoro. Solo negli ultimi mesi è riuscito a dedicare più attenzione agli allenamenti ed ecco la convocazione per l'appuntamento a cinque cerchi. A Roma, al Golden Gala. "Nell'ultimo periodo sono riuscito a concentrarmi sulla corsa e sono andato ad allenarmi in altura a S.Moritz. Ho riscontrato molti miglioramenti che mi hanno portato a raggiungere il limite internazionale per la partecipazione Olimpica. Qui in montagna svolgevo due allenamenti al giorno, uno in inverno, causa il lavoro. Quest'anno ho avuto una bella stagione, ricca di conferme positive. Come il meeting di Napoli e la Coppa Europa".
Conferme positive che forse gli hanno fatto scordare i due brutti infortuni degli ultimi anni: una microfrattura al piede che è ritornata quando un russo in una competizione l'ha spinto, proprio mentre saltava l'ostacolo. "Quanto tempo per recuperare, che fatica". Eppure Beppe ce l' ha fatta. E' alla sua seconda Olimpiade, ha una laurea e ancora tanta voglia di correre. Che bell'esempio per chi crede che gli atleti hanno tutto in modo semplice.

Viola Valli