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Giuseppe Maffei, una
storia esemplare
Un paio di scarpette
come amiche e tanta passione per l'atletica. E' Giuseppe
Maffei, Beppe. Anni passati a gareggiare per la S.S.SNAM
di San Donato Milanese, dividendosi tra studio e sport.
Perché Beppe è laureato al politecnico di Milano. Uno
che non si è accontentato di arrivare nono al mondiale
di Siviglia e primo alle universiadi del 1999. Ha voluto
aggiungere il titolo di dottore al suo curriculum. Oggi
gareggia per la Libertas Centro Torri Pavia. Un ragazzo
nomade, come tutti gli atleti di livello. Prima a
S.Donato, poi in Portogallo per un anno dopo aver
conosciuto la sua attuale fidanzata. Sandra è
portoghese e Beppe ora conosce bene la lingua e la sua
città, una piccola città sopra Lisbona. Sono tornati
in Italia insieme. Sandra lavora per l'università di
Pavia, laureata nella sua terra. Lui lavora e studia. Un
ragazzo d'oro che lavora anche perché "non puoi
solo correre", non si guadagna abbastanza.Tanti
sacrifici, "spesso sostengo personalmente le spese
in funzione della mia attività sportiva".
"Durante l'inverno per riuscire a conciliare sport
e lavoro mi allenavo alle dieci di sera e cenavo dopo le
undici". Non male per uno che ti ritrovi come unico
nella specialità delle siepi, dei 3000 siepi ad Atene.
E non solo: a ricoprire il mezzofondo saranno solo in
due all'Olimpiade, Longo e Maffei, appunto. E per chi
crede che andando alle Olimpiadi si arrivi a navigare
nell'oro ecco i sacrifici di chi fa sport, tanti, a
volte troppi.
E' quasi una vocazione. Beppe poi quest'inverno è stato
costretto a fare il pendolare tra Pavia e Torino, per il
lavoro. Solo negli ultimi mesi è riuscito a dedicare
più attenzione agli allenamenti ed ecco la convocazione
per l'appuntamento a cinque cerchi. A Roma, al Golden
Gala. "Nell'ultimo periodo sono riuscito a
concentrarmi sulla corsa e sono andato ad allenarmi in
altura a S.Moritz. Ho riscontrato molti miglioramenti
che mi hanno portato a raggiungere il limite
internazionale per la partecipazione Olimpica. Qui in
montagna svolgevo due allenamenti al giorno, uno in
inverno, causa il lavoro. Quest'anno ho avuto una bella
stagione, ricca di conferme positive. Come il meeting di
Napoli e la Coppa Europa".
Conferme positive che forse gli hanno fatto scordare i
due brutti infortuni degli ultimi anni: una
microfrattura al piede che è ritornata quando un russo
in una competizione l'ha spinto, proprio mentre saltava
l'ostacolo. "Quanto tempo per recuperare, che
fatica". Eppure Beppe ce l' ha fatta. E' alla sua
seconda Olimpiade, ha una laurea e ancora tanta voglia
di correre. Che bell'esempio per chi crede che gli
atleti hanno tutto in modo semplice.
Viola
Valli

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