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Bentornato
signore degli anelli
Chi pensava che ad
Atene fosse andato solo per portare la bandiera dovrà
chiedergli scusa. Jury Chechi il 22 agosto ha compiuto
un miracolo. Mentre figlio del vento diventava un
americano - figli del vento sono i velocisti
dell'atletica - Jury vinceva un bronzo che fino a ieri
pareva impossibile. Il forte ginnasta di Prato, varesino
d'adozione nei suoi anni migliori, è andato ad Atene
con l'obiettivo della finale. Ed invece ha stupito con
una medaglia straordinaria. Un capolavoro nella gara
vinta dal greco. Una gara discussa, che vede al secondo
posto un bulgaro. Chechi è il prototipo
dell'ostinazione, ha voluto chiudere nel migliore dei
modi una carriera impressionante. Doveva esserci a
Sydney Jury, ma un brutto infortunio al tendine del
bicipite l' ha costretto alla rinuncia. La sua carriera
sembrava finita. Anche a Barcellona aveva dato forfait .
Era il 1992 e il tendine di Achille lo tradì. Sembrava
che sull'Olimpiade ci fosse la maledizione. Solo ad
Atlanta nel 1996 era riuscito ad esprimersi
meravigliosamente, agguantando un oro. E aveva fatto
suonare l'Inno di Mameli dopo 32 anni che nella
ginnastica olimpica non si sentiva. Ad Atene, nel 2004,
Chechi è bronzo. Una medaglia che vale più dell'oro
vinto otto anni fa. Solo lui aveva creduto nelle proprie
possibilità quando aveva ripreso gli allenamenti dopo
l'incidente. E' stato Jury a far riacquistare la fiducia
al suo allenatore. Un temperamento incredibile, un
atleta favoloso. Con i suoi 35 anni da compiere ad
ottobre è il più vecchio della ginnastica olimpica. E'
felice Jury appena sente l'annuncio del punteggio che lo
proietta al terzo posto. E' commosso, giustamente.
Commozione che lascia spazio al suo spirito allegro
quando deve salire sul podio. Chechi finge di non sapere
dove deve andare. Ha voglia di scherzare. La sua
medaglia ha un valore inestimabile. Non certo per i
40000 euro che il coni provvederà a mandargli ma per
l'insegnamento che quest' impresa può trasmettere.
Chechi il 22 agosto ha spiegato al mondo intero cosa
significa non arrendersi mai, cosa vuol dire essere dei
veri campioni. Il forte ginnasta insegna oggi agli
atleti di domani la capacità di recuperare dopo momenti
bui. Il signore degli anelli è prima di tutto un grande
uomo, uno che ha saputo rimettersi in gioco quando
nessuno credeva più in lui. Ed ora lascerà a testa
alta, col bronzo al collo.
Viola
Valli

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