OLIMPIADI 2004

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Domani divento un campione

Le  Olimpiadi stanno  stimolando  sicuramente  
l’ immaginazione  di  molti.

Vedere  ogni giorno atleti in  azione   e in seguito  esultanti dopo  una  vittoria, crea  esaltazione  nella mente di ciascuno.
Immaginatevi allora  di avere una vita davanti  e  di  prendere come esempio un  atleta  consacrato da poco  campione olimpico. Siete dei  bambini e  vedere  l’appuntamento  a  cinque  cerchi  vi  ha  fatto venire  voglia di diventare  un  campione.

E’ sicuramente più  facile  dirlo. Per diventare  i  numeri uno nello sport  bisogna  essere nati con  determinate caratteristiche fisiche.Per esempio, escluderei  che un  ragazzo  molto  basso  possa  eccellere nella pallacanestro, solo  per  portare un  banale esempio. Gli  sport  sono molti, però  e se  si  sceglie in  base alle  proprie  caratteristiche c’è spazio   per tutti. Basta  desiderarlo intensamente. Chi  come  me non  è   dotato  fisicamente può  competere meglio  nelle gare  di  resistenza, dove  l’allenamento e  la volontà  sono fondamentali.

Non  bisogna  dimenticare  che per  diventare campioni  non possono  mancare  determinate  caratteristiche  mentali,  che  sono fondamentali.

Pazienza  e  costanza  sono solo  due  delle alleate dell’atleta: i  bambini che vogliono emergere devono  infatti sapere che solo la ripetitività  del  gesto può  portare  all’eccellenza. E  sto  parlando  di  anni, non  di  mesi.

Gli  allenamenti sono  spesso noiosi  e  simili  uno  con  l’altro. Per  memorizzare  un  gesto  tecnico, poi, o   per  correggerlo,  bisogna esercitarsi  fino alla  noia.

Per  emergere  è  anche importante   imparare  a  sopportare  la frustrazione  e  l’insuccesso. Perché è  difficile  che  una  carriera  non  abbia momenti bui o ostacoli   da  superare; il  vincente normalmente  riesce a  gestire  questi periodi, che possono  durare  anche diversi  anni.

La  puntualità e  la  professionalità  si  vanno  ad  aggiungere  alle  altre  caratteristiche  necessarie. Per vincere un oro bisogna  essere sempre  presenti  agli  allenamenti  e impegnarsi  con  costanza. Non basta svolgere  il  programma  dall’inizio alla fine ma  serve  una qualità  elevata  durante l’esecuzione. Concentrazione, quindi. Abnegazione, anche.

Quando si  è  atleti, poi, bisogna programmare  tutta  la propria vita in  funzione  dello  sport.

E  questo  non   è  per  niente  semplice. L’alimentazione, il  ritmo sonno-veglia  e  tante  piccole  cose devono essere  curate quasi  alla perfezione. Molti campioni hanno  una  vita  addirittura  monacale, per potersi  esprimere  al  massimo negli  allenamenti.

Un’  altra  qualità  che  è  importante  nel  mondo  dello sport di livello  è  saper  sopportare  la fatica. Fisica  e  psichica. Il vero  campione  impara  a  convivere  per  mesi  con  la stanchezza, a  tal  punto da  non accorgersi  più  che è  una  compagna quotidiana.

Chi  desidera  emulare le imprese  dei  grandi  deve  anche  sapere che  dopo  anni  e  ore  di  duro  lavoro non  è  detto che  il  risultato arrivi. Purtroppo ci  si  allena  per  cercare di  raggiungere  un  obiettivo  ma  non  sempre tutto  va  nel migliore  dei  modi. Il rischio di  non riuscire  a  dimostrare  quanto si valga è  elevato.

Comunque, anche  se  diventare  un  campione è  molto  faticoso e  ancora  più difficile di  quanto con  quattro parole  si  possa spiegare, è  talmente  bello che  vale  la pena provarci.

Viola Valli