OLIMPIADI 2004

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Setterosa nella storia

Missione compiuta. Giornata straordinaria. Il setterosa agguanta l'oro. Tutti in acqua a festeggiare. Staff tecnico compreso e con vestiti. Bandiera tricolore in piscina e l'inno che tuona nello stadio del nuoto. Lacrime di gioia, urla. L'incubo più bello è finito nel migliore dei modi.
E non si può parlare di miracolo perché le ragazze sono straordinarie. La partita che hanno giocato è stata un incanto. Ora possono lasciare la pallanuoto senza rimpianti perché
hanno vinto veramente tutto. Sono atlete che hanno dimostrato di avere un cuore grande ma soprattutto molta testa. Testa perché non si sono scoraggiate mai nel pomeriggio delle speranze - quello della finale, intendo- nemmeno nei momenti di forte svantaggio. Testa perché hanno saputo aspettare ancora quattro anni dopo l'esclusione dall'Olimpiade del 2000.
Un' esclusione ingiusta ma oramai inutile polemizzare.
E il 26 agosto lo ricorderanno come il giorno più bello. Il miglior epilogo per una carriera che le aveva viste sempre primeggiare ma mai in un'Olimpiade.
Hellas, hellas ripeteva la tribuna. Quasi a scoraggiare, a frenare l'impresa delle nostre. Anche un folto gruppo di italiani andava a completare le 12000 persone presenti. Una macchia tricolore in mezzo al bianco e al blu.
Il commissario tecnico aveva raccomandato alle ragazze "tappi alle orecchie" durante l'incontro. Per non demoralizzarsi, per non sentire. Ma chi poteva fermare le nostre invincibili pallanuotiste?
Non un tifo da stadio. Nemmeno la sorte di un rigore non concesso e di un autogoal involontario.
Le nostre erano troppo ossessionate dalla vittoria per lasciarsela sfuggire. Lacrime per le greche, allora, che fino ai supplementari parevano indemoniate. Con una Liosi sbocciata proprio per la finale. Un' atleta capace di segnare quattro goal di seguito, senza pietà.
I quattro tempi canonici si sono chiusi in parità. A seguire, due supplementari di tre minuti l'uno.
Tensione del caso, elevatissima.
E le nostre sembravano andare a fondo.Due goal di svantaggio per le azzurre che pensavamo mentalmente superiori nei momenti finali. Ma alla fine non hanno tradito.Guai. Anni di sacrifici, un sogno inseguito ad ogni costo. Molta coesione , complicità. Voglia di vincere. Grego, Di Mario, Grego. Hanno l'oro al collo. Tre goal che le hanno proiettate sul gradino più alto. Non ha vinto la sfortuna e nemmeno la tensione. Ha vinto la tattica, l'esperienza, la maturità di un gruppo che Pierluigi Formiconi ha cresciuto con bravura e saggezza. L' ha plasmato e l' ha condotto nell'Olimpo. La pallanuoto di capitan Allucci vince l'Olimpiade 10 a 9. Il punteggio non conta nulla. Quel che importa ora è essere sul gradino più alto del podio a cantare insieme l'Inno di Mameli. Perché insieme hanno creduto che fosse possibile. Perché insieme hanno vinto.

Viola Valli