OLIMPIADI 2004

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Il sogno olimpico 

Se ti chiami Elia Luini o Noemi Cantele oppure Giuseppe Maffei, solo per citare qualche nome, sei già sicuro che Atene ti aspetta. La nostra provincia è pronta per combattere in varie discipline nell'evento più rappresentativo dello sport mondiale. L'Olimpiade è il sogno di ogni atleta. C'è chi come la Cantele è alla sua prima , chi, invece, come Maffei, alla seconda, chi addirittura, come il nostro Luini può vantare la conquista di una medaglia nella scorsa edizione. E' sempre un sogno, comunque. Un momento magico, specie per chi non è abituato ai riflettori quotidianamente. Se sei un calciatore l'attenzione ricade su di te in ogni momento, nel bene e nel male. Per l'evento o per la banalità. Essere atleta di sport minore (ma poi perché minore?) ti relega ai margini fino al giorno della competizione. I nostri olimpionici hanno la capacità di lavorare in nome di un obiettivo senza i grandi introiti del calcio e senza grossa fama, sentiamo parlare di loro solo una o due volte all'anno ma sono proprio loro i veri eroi dello sport, eroi che vedremo in Grecia a partire dal 13 agosto, giorno della cerimonia di apertura. Dal tiro con l'arco di Frangilli alle siepi di Maffei al nuoto sincronizzato della Zanazza un invito ai varesini a tifare per i nostri campioni nel momento più importante per un atleta. E a rendere ancora più emozionante l'evento sarà la scenografia: la Grecia, Atene.Proprio qui 108 anni fa la prima edizione dell'era moderna. E lo stadio che accoglierà l' arrivo della maratona è quello del IV secolo a.c. , ristrutturato appunto nel 1896. Un forte valore simbolico, dunque. Un panorama epico che forse farà scordare un po' il problema dei ritardi nella costruzione dello scenario. I Giochi tornano dove sono nati nella prima edizione del terzo millennio. Si sente parlare di paura di attentati ma gli atleti sono un po' fatalisti e molto più concentrati sull' obiettivo che distratti da mille preoccupazioni. Anche perché il pericolo è ovunque. I terroristi, poi, non depongono mai le armi come si faceva invece nell'antica Grecia durante le gare. L'allarme sarà sempre alto ma bisogna essere ottimisti. E anche augurarsi che sia un'Olimpiade "sportiva", che ci riporti un po' alle origini. Un' Olimpiade che rimandi agli antichi valori delle competizioni.Perché i Giochi non devono essere solo business, terrore, soldi, doping ma anche scoperta di cosa è veramente lo sport. In alto i cuori allora ragazzi, il sogno nel cassetto si sta avverando, le valigie sono quasi pronte e una festa meravigliosa costata tanti sacrifici vi aspetta. Volate in alto, più che potete!

Viola Valli