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Il sogno
olimpico
Se ti
chiami Elia Luini o Noemi Cantele oppure Giuseppe Maffei,
solo per citare qualche nome, sei già sicuro che Atene
ti aspetta. La nostra provincia è pronta per combattere
in varie discipline nell'evento più rappresentativo
dello sport mondiale. L'Olimpiade è il sogno di ogni
atleta. C'è chi come la Cantele è alla sua prima ,
chi, invece, come Maffei, alla seconda, chi addirittura,
come il nostro Luini può vantare la conquista di una
medaglia nella scorsa edizione. E' sempre un sogno,
comunque. Un momento magico, specie per chi non è
abituato ai riflettori quotidianamente. Se sei un
calciatore l'attenzione ricade su di te in ogni momento,
nel bene e nel male. Per l'evento o per la banalità.
Essere atleta di sport minore (ma poi perché minore?)
ti relega ai margini fino al giorno della competizione.
I nostri olimpionici hanno la capacità di lavorare in
nome di un obiettivo senza i grandi introiti del calcio
e senza grossa fama, sentiamo parlare di loro solo una o
due volte all'anno ma sono proprio loro i veri eroi
dello sport, eroi che vedremo in Grecia a partire dal 13
agosto, giorno della cerimonia di apertura. Dal tiro con
l'arco di Frangilli alle siepi di Maffei al nuoto
sincronizzato della Zanazza un invito ai varesini a
tifare per i nostri campioni nel momento più importante
per un atleta. E a rendere ancora più emozionante
l'evento sarà la scenografia: la Grecia, Atene.Proprio
qui 108 anni fa la prima edizione dell'era moderna. E lo
stadio che accoglierà l' arrivo della maratona è
quello del IV secolo a.c. , ristrutturato appunto nel
1896. Un forte valore simbolico, dunque. Un panorama
epico che forse farà scordare un po' il problema dei
ritardi nella costruzione dello scenario. I Giochi
tornano dove sono nati nella prima edizione del terzo
millennio. Si sente parlare di paura di attentati ma gli
atleti sono un po' fatalisti e molto più concentrati
sull' obiettivo che distratti da mille preoccupazioni.
Anche perché il pericolo è ovunque. I terroristi, poi,
non depongono mai le armi come si faceva invece
nell'antica Grecia durante le gare. L'allarme sarà
sempre alto ma bisogna essere ottimisti. E anche
augurarsi che sia un'Olimpiade "sportiva", che
ci riporti un po' alle origini. Un' Olimpiade che
rimandi agli antichi valori delle competizioni.Perché i
Giochi non devono essere solo business, terrore, soldi,
doping ma anche scoperta di cosa è veramente lo sport.
In alto i cuori allora ragazzi, il sogno nel cassetto si
sta avverando, le valigie sono quasi pronte e una festa
meravigliosa costata tanti sacrifici vi aspetta. Volate
in alto, più che potete!
Viola
Valli

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