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Atene spegne i
riflettori
L’Olimpiade
si chiude nel nome di Stefano Baldini. La
maratona maschile si tinge d’azzurro. Stefano
è un miracolo. Il 29 agosto 2004 finisce la
ventottesima Olimpiade dell’era moderna con
un fantastico oro da aggiungere alle 31 medaglie
conquistate.
Un sogno che si concretizza per il maratoneta italiano.
Un sogno durato quattro anni e che Stefano ha realizzato
grazie alla sua capacità di non arrendersi mai. Il
forte corridore vince dopo 16 anni.
In quest’occasione fu Gelindo Bordin a tornare con l’oro
al collo. Oggi Baldini ci ha fatto rivivere anche i
magici momenti della vittoria di Bordin. Due atleti con
lo stesso allenatore, due atleti che hanno messo il
cuore per arrivare nell’Olimpo.
Baldini conquista l’oro dove l’Olimpiade è stata
concepita e lo fa proprio nella gara simbolo dell’episodio
a cinque cerchi.
La ventottesima è stata ricca di dolci sorprese. Le
medaglie più belle da ricordare quelle dei veterani,
che hanno dimostrato come lo sport sia esperienza, testa
e non solo fisico e giovinezza. Ricorderemo sempre l’argento
della Idem nel kayak alla vigilia dei 40 anni. La sua
ostinazione e la sua capacità di non arrendersi mai
hanno colpito il mondo intero. La stessa atleta sostiene
che il secondo posto non è una questione d’età.
Poteva vincere anche. E non si può dimenticare che Sefi
un anno fa aspettava il suo secondo bambino. Un’impresa
il suo argento, quindi. Spaventa anche il recupero di
Chechi, signore degli anelli, dopo l’infortunio. Il
suo bronzo significa saper rinascere dopo un brutto
momento. Rimarranno sempre nei nostri cuori le prove
della scherma, che oramai è irraggiungibile in quanto a
numero di medaglie olimpiche conquistate. Più di cento.
E Valentina Vezzali è il simbolo del fioretto vincente.
Lei che a distanza di quattro anni è ancora sul gradino
più alto del podio. Speriamo di rivedere ancora la
coppia Bonomi – Rossi nel kayak nella ventinovesima
edizione. Due atleti che a 36 anni si ritengono vecchi
ma che hanno ancora molto da dimostrare. Con l’argento
di Atene entrano di diritto nella storia dello sport
italiano come coloro che tornano sempre con un ricco
bottino.
Fantastica anche la pallanuoto femminile che ha saputo
dimenticare la delusione della mancata qualifica del
2000. Gradino più alto anche per loro. Meritatissimo,
perché decidere di continuare ancora quattro anni per
realizzare un sogno mancato vuol dire avere coraggio,
determinazione e grande capacità a sopportare la
frustrazione. Dieci e lode alle pallanuotiste.
Atene finisce e passa il testimone a Pechino. Quattro
anni ad aspettare il grande evento. Quattro anni in cui
molti atleti cercheranno di realizzare i loro sogni.
Allenatevi, allora.
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Viola
Valli

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