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Giovani di Valore si presenta e fa sold out

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26 novembre 2016

Tutto esaurito a Villa Cagnola, venerdì pomeriggio, per l’evento di presentazione di Giovani di Valore, il progetto pensato per i giovani e da loro stessi portato avanti per metterli in contatto con il mondo del lavoro.

È la nuova sfida lanciata sul territorio della provincia di Varese da 46 comuni e 17 partner tra associazioni giovanili, reti e associazioni d’impresa, cooperative sociali ed enti del volontariato con l’appoggio di Fondazione Cariplo, che ha inserito “Giovani di Valore” all’interno di “Welfare in azione”, la rivoluzione della fondazione verso il welfare generativo, un nuovo modo interattivo e stimolante di intendere i “servizi sociali”, dove la parola d’ordine non è “aiutare”, ma “coinvolgere”.

I LABORATORI
Il pomeriggio si è aperto con i laboratori guidati da alcuni dei partner: «Autoimprenditorialità» con Solco Como, dove si è parlato di come riuscire a valorizzare e far crescere la propria idea di impresa, «Evs Club», dove Cesvov ha raccontato i progetti di volontariato europeo, e poi l’«Asta delle abilità», laboratorio di NATURart sulle “life skill”, le capacità non curriculari necessarie sul lavoro, come l’empatia o la leadership. Laboratori definiti «molto formativi» dagli stessi ragazzi che li hanno animati insieme agli operatori: «Sono serviti per conoscere meglio noi stessi, anche in vista di una ricerca professionale» hanno dichiarato alla fine.

Importante anche lo spazio di Solidarietà e Servizi, la cooperativa partner che ha inaugurato qui i colloqui per le sette candidature aperte per altrettanti posti di lavoro, tutti sul territorio. Sono stati in 15, tutti tra i 25 e i 28 anni, a presentarsi a Villa Cagnola, e  hanno sostenuto il primo colloquio con gli incaricati della cooperativa.
 
GIOVANI DI VALORE SI PRESENTA
Durante la conferenza di chiusura, è stato riconosciuto da tutti i relatori un elemento chiave che rende il progetto vincente: la capacità di creare una rete efficiente tra i diversi soggetti che formano la comunità locale. Imprese, amministrazioni pubbliche, ma anche cooperative sociali e amministrazioni: tutti i soggetti coinvolti stanno collaborando per raggiungere l’obiettivo del progetto, quello di facilitare l’ingresso dei giovani che terminano il percorso di studi verso il mondo del lavoro.

Laura Cavallotti (sindaco di Tradate, comune riferimento dell’Ufficio di Piano capofila): «L’aspetto fondamentale del progetto, quello che lo rende efficace, è la capacità di coinvolgere la comunità: 46 comuni, da soli, non ce l’avrebbero fatta. Fondamentale la presenza dei partner, dalle imprese alle associazioni, che ci stanno credendo fino in fondo. Per questo anche Cariplo, che ha visto l’intenzione e la caparbietà dei partner che lo hanno realizzato, ha deciso di finanziare “Giovani di Valore” all’interno di Welfare in azione. Ci sono già risultati positivi, ma importante è la capacità di valorizzare quello che sul territorio già c’è. Grazie ai soggetti che hanno partecipato e che stanno continuando a partecipare a questa realizzazione di valori».

Gianmario Bernasconi, sindaco di Azzate: «Oggi qui ci sono i sindaci di tutti i comuni coinvolti, segno della volontà di tutti noi di realizzare gli obiettivi di Giovani di Valore. Perché i ragazzi, oggi, sembrano penalizzati, quando in realtà sono la forza propulsiva di un Paese che finalmente ha capito che è su di loro che bisogna puntare per riuscire a ripartire».

Filippo Petrolati, responsabile Welfare in Azione per Fondazione Cariplo: «Fondazione Cariplo sul programma welfare di comunità e innovazione ha stanziato  30 mln di euro. Le assegnazioni sono partite nel 2014 con 18 progettazioni per un valore complessivo di 45 milioni di euro e contributi totali per circa 20 ml di euro su quasi tutto il nostro territorio di riferimento, Regione Lombardia e Provincia di Novara e Verbania Cusio Ossola. Giovani di Valore è uno di questi progetti, e si sta dimostrando uno dei più efficaci, anche come capacità di coinvolgimento degli attori della comunità. Fondazione Cariplo, in questo periodo di crisi e di forti pressioni economiche e sociali, sta cercando di innovare i sistemi di welfare locali, sperimentando approcci e soluzioni che possano coinvolgere oltre agli attori tradizionali, Stato e terzo settore, anche enti non convenzionali, in una logica di integrazione, co-progettazione e co-produzione di risposte a bisogni sentiti come prioritari dalle comunità di riferimento».

La presentazione del progetto è stata a cura del coordinatore senior Giordano Vidale, del presidente dell’associazione giovanile Smart Nicolò Cagnan e della esperta di fundraising Nicoletta Alessi. Hanno raccontato quello che Giovani di Valore sta costruendo sul territorio tramite le azioni dei partner e la costruzione della coscienza di comunità. «L’ottica innovativa di “Giovani di Valore” sta nel non voler creare qualcosa di nuovo, ma nel collegare e valorizzare ciò che il territorio già esprime, per ottimizzare le risorse – ha detto Vidale – non è un progetto rivolto a soggetti “fragili”, ma a ragazzi con competenze da valorizzare, che hanno solo bisogno di una porta più facile da aprire per entrare nel mondo del lavoro».

«Attraverso le azioni dei partner la rete è in partenza – ha raccontato Cagnan – con cinque posti di lavoro già creati (i quattro coordinatori junior del progetto e quella di Fondazione Malnate), una decina di stage iniziati con Garanzia Giovani e i sette che si creeranno grazie alle ultime call. Oltre a spazi di coworking, laboratori e corsi organizzati dalle associazioni partner, partendo da noi di Smart fino a Confartigianato, passando per Cesvov». Nicoletta Alessi ha spiegato come «Giovani di Valore è finanziato da Fondazione Cariplo, ma una parte “strategica” dei finanziamenti deve arrivare dalla comunità all’interno della quale opera. È la logica del welfare generativo: non aiuto dall’alto, ma coinvolgimento del territorio, dalla pubblica amministrazione ai singoli cittadini, per crescere insieme e ritrovare il valore della coesione sociale».

Pierangelo Albini (Direttore area lavoro, welfare e inclusione sociale di Confindustria): «Trovo confortante che la comunità affronti unita la tempesta. In questi momenti è necessario ricominciare a generare ricchezza, non è più pensabile pensare solo a dividersi, ci si deve unire per ripartire. In quest’ottica, i giovani vanno preparati al futuro, attraverso percorsi scolastici che non siano più separati dal mondo del lavoro: l’asset strategico, a questo punto, è la formazione continua. Il nostro territorio, quello dove opera questo progetto, è molto ricco: di talento, di capitale umano, di imprese. È il momento di prendere coscienza di questa potenzialità, per farla diventare la responsabilità di tutti. Lo spirito deve essere quello dell’immediato Dopoguerra, quando gli Italiani riuscirono a unirsi per condividere il rischio di ricostruire il Paese: noi dobbiamo ricostruire un’economia che ha affrontato un cambiamento epocale. Progetti come questo sono la risposta».

Brando Benifei (parlamentare europeo Pse): «Credo che le iniziative che nascono dal territorio, dalle realtà sociali ed economiche e dalle stesse formazioni giovanili organizzate siano fondamentali per riattivare l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco dei ragazzi, spesso dipinti come privi di iniziativa ma in realtà a volte soltanto timorosi di non trovare un supporto sufficiente per le propri idee. Siamo il secondo Paese in Europa per numero di “Neet”, i ragazzi che non studiano, né lavorano, né stanno seguendo alcun corso di formazione. Un dramma, dovuto soprattutto alla difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. A livello europeo ci stiamo impegnando per migliorare l’utilizzo dei fondi europei negli Stati Membri, al fine di potenziare i servizi all’impiego, per garantire accesso alle competenze basilari anche nel campo digitale per tutti i lavoratori, per permettere alle nuove imprese di crescere, ma affinché questi sforzi diano dei frutti duraturi è fondamentale avere un ambiente sociale reattivo e propositivo in grado di recepire e moltiplicare le opportunità. Per questo sono fondamentali progetti come “Giovani di Valore”: al loro interno hanno anche il concetto di “responsabilità sociale”, che vale per le imprese, ma anche per gli altri attori del tessuto sociale.»

Francesca Brianza (assessore regionale all’Inclusione sociale): «Giovani di Valore si inserisce nella logica di aiuti ai giovani che anche Regione Lombardia sta portando avanti: iniziative rivolte ai giovani di età dai 18 ai 29 anni, mirate a promuovere esperienze “di valore”, ma con finalità rivolta alla “cittadinanza attiva” cioè con risvolti che incidano sulla società. Come succede con il Servizio Civile: nella sola provincia di Varese i volontari attivi sono 386. Gli ambiti di intervento vanno dall’assistenza, all’educazione, cultura, ambiente e protezione civile. Un anno di attività svolta negli enti no profit o in enti pubblici dove i giovani hanno modo di sperimentare attività pratiche di loro interesse. Spesso il servizio civile rappresenta la prima esperienza svolta dai giovani che possa avere i ritmi di un impegno lavorativo. Per molti di loro questa esperienza può sfociare in un futuro lavoro nelle stesse realtà o comunque nel settore in cui hanno scelto di impegnarsi».