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Nato a Clivio, nel 1911,
Gianni Santuccio è stato forse l'attore di Teatro più
celebre proveniente dalla nostra provincia. Dopo il
diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica
ottenne il suo primo successo nel 1946, recitando in
Piccoli borghesi, per la regia di Giorgio Strehler.
Immediatamente si instaurò il suo rapporto duraturo e
proficuo con il Piccolo di Milano, del quale divenne
primo attore accanto a Lilla Brignone. Proprio con la
Brignone diede vita ad alcune interpretazioni
memorabili in "Come le foglie" e "Il Crogiuolo", per
la direzione di Luigi Visconti.
Ormai Santuccio è unanimemente riconosciuto come uno
dei nomi più importanti della storia del teatro
italiano, grazie alle sue interpretazioni in
Marat-Sade, Il giardino dei ciliegi, Riccardo II,
Assassinio nella cattedrale, Morte di Danton, Il servo
di scena e I giganti della montagna.
Non sono mancate alcune rare, ma preziose, apparizioni
cinematografiche, anche se nessun regista offrì mai a
Santuccio ruoli del suo calibro, ma secondarie parti
da antagonista. Il suo esordio sulla pellicola risale
al 1944 con "La Prigione", un film di Ferruccio Cerio,
mentre il suo apice arrivò nel 1970 in "Indagine su un
cittadino al di sopra di ogni sospetto", per la regia
di Elio Petri. Nel 1959 sperimentò anche la
televisione, cosa che farà fino agli anni Settanta. |