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Venerdì 7,
sabato 8 e domenica 9
novembre 2008 |
ore
21.00
TEATRO STABILE DI CALABRIA PRESENTA
“Il Giuoco delle parti”
di
Luigi Pirandello, uno spettacolo di Egisto Marcucci e
Elisabetta Courir, con Geppi Gleijeses e Marinella
Bargilli e con Luciano Roman, Massimo Cimaglia,
Antonio Ferrante, Lino Spadaro
Il giuoco delle parti, scritto per Ruggiero Ruggieri
nel 1918, è uno dei capolavori di Luigi Pirandello.
Dopo lo straordinario successo di Io, l'erede, di
Eduardo, testo di così forte impronta pirandelliana,
Geppy Gleijeses, ripartendo dal filtro ironico, lucido
e crudele di quell'esperienza, affronta questa
importante prova, sostenuto da uno dei più importanti
registi italiani, Egisto Marcucci.
È davvero un evento fausto e atteso al ritorno alle
scene di un grande artista, in un panorama nazionale
povero di talenti registici. Marcucci firmerà il
progetto e la drammaturgia dello spettacolo con una
sua collaboratrice abituale, Elisabetta Courir. Nel
ruolo di Silia, Marianella Bargilli, una delle
migliori giovani attrici italiane e in quella di Guido
Venanzi, l'amante, Luciano Roman, allievo di Strehler
e Ronconi e molto noto anche alla platea televisiva.
Al loro fianco altri dieci attori di alto livello.
L'azione de Il giuoco delle parti si svolge “in una
città qualunque” nel breve lasso di 36 ore, da una
sera ad un mattino. Leone Gala è un marito tradito; ma
non dei soliti. Dice di aver “capito il giuoco”:
quello della vita e delle sue rapine. Per difendersene
s'è fatto “il vuoto dentro” e ora, la sua esistenza
scorre placida, inattaccabile da sentimenti e
passioni. Ha accettato di ridare piena libertà alla
moglie, Silia; se n'è andato di casa, cedendo il posto
all'amante, l'amico Guido Venanzi.
Tutto questo senza venir meno al rispetto di certe
forme imposte dal ruolo di marito. Ma una
disponibilità così pronta a ogni suo desiderio
esaspera Silia, che è sempre più ossessionata
dall'assenza-presenza di Leone. Al punto che, quando
le si presenta una fortuita occasione – l'involontaria
ma gravissima offesa fattale da un gentiluomo –
progetta di mettere a repentaglio la vita del marito,
trascinandolo in un duello. Leone, come sempre,
accetta. Sarà lui, il marito, secondo le regole, a
sfidare il gentiluomo, ottimo tiratore; e l'amico
Guido gli farà da padrino. Ma al momento fissato per
lo scontro, Leone rivela di non aver alcuna intenzione
di scendere sul terreno: la sua parte di marito l'ha
fatta, sfidando; quanto a battersi, non tocca a lui ma
all'amante. E Guido, costrettovi dalle ferree leggi
cavalleresche oltre che dal “giuoco delle parti”, va a
battersi e muore. |