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Venerdi 30 e
sabato 31 gennaio, domenica 1 febbraio
2009 |
ore 21.00
IL TEATRO DELL'ARCHIVOLTO PRESENTA
“Un certo signor G”
con Neri Marcorè
dall'opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
al pianoforte Vicky Schaetzinger e Glora Clemente
elaborazione musicale di Paolo Sillvestri
scene e costumi di Guido Fiorato
luci di Aldo Mantovani
regia di Giorgio Gallione
“Un certo signor G” è l'occasione per rileggere,
rivisitare, re-interpretare l'opera di Giorgio Gaber.
A più di 35 anni di distanza (Il signor G nasce nel
1970), con mano libera e pudica, ci siamo accostati ad
un personaggio, ad uno stile, ai contenuti e ai
linguaggi di un artista geniale ed innovatore, sempre
autonomo e fedele a se stesso.
Il nostro Signor G è un'esplorazione nel beffardo,
paradossale, buffonesco mondo di questa maschera di
uomo comune che si interroga, comicamente impotente,
sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal
pericolo dell'imbecillità e del qualunquismo. Per
questo ci siamo ispirati, riproponendole e
rimontandole, alle prime esperienze teatrali di Gaber,
quelle di Dialogo tra un impegnato e un non so, Far
finta di essere sani, Anche per oggi non si vola
(siamo tra il 1970 e il 1974), fino all'ultimo disco
del 2003, rifacendoci sempre, anche stilisticamente,
alle forme del teatro canzone, invenzione gaberiana
continuamente perfezionata nel corso di vari
spettacoli, geniale intreccio di monologhi e melologhi,
musica e canzoni.
Neri Marcorè è il signor G più di trent'anni dopo;
solo sul palcoscenico, accompagnato da due pianiste,
Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger, nella magistrale
elaborazione musicale, quasi concertistica, di Paolo
Silvestri, a riscoprire un'opera, quella di Gaber e
Luporini, da considerare un'invenzione senza tempo di
scadenza, un classico moderno che tra ironia,
malinconia, istanze civili e comico paradosso si
interroga sui destini dell'uomo moderno, in bilico tra
utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura
e sogno. Un individuo che rischia di perdere i pezzi e
che soffre, ci dice Gaber, dei mali più comuni e alla
moda: nevrosi acuta, condizionamento totale, visione
delle cose vicino allo zero: una persona normale
insomma.” |