Dario Fo con Nicoleta Cazacu, in ricordo dell’operaio bruciato

Un'azienda dedica una sala allo sfortunato romeno. Sindacalisti, dirigenti e operai commemorano le vittime del lavoro. Messaggio di Ciampi

Una giornata da ricordare. La Rsu di un’azienda di Veniano (Como), paese a pochi chilometri da Tradate, la Itr, ha dedicato una sala a Ion Cazacu, operaio ucciso dal suo padrone Cosimo Iannece un anno fa a Gallarate. La decisione é stata approvata e incoraggiata dalla stessa azienda. Dirigenti e sindacalisti hanno inaugurato la sala questa mattina (domenica 9) alla presenza della moglie e delle due figlie di Ion (Nicoleta, Florina e Stefania) e del Premio Nobel Dario Fo. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un telegramma in cui dichiara di "associarsi con sentimenti di ideale, commossa partecipazione, a questa iniziativa di alto valore morale e civile, nel ricordo di tutti i morti sul lavoro". Proprio a quelle vittime, e non solo a Ion, é stata dedicata l’intera mattinata. Le figlie di Cazacu hanno infatti tolto il velo a un’opera simbolica di Ernesto Guffanti a ricordo di tutti i morti sul lavoro. 

Che sarebbe stata una giornata speciale lo si é capito sin dall’intervento del presidente del gruppo Saiag, proprietario della Itr, un’azienda produttrice di tubi in gomma. Cornelio Valletto, ex partigiano, ha pronunciato un discorso sul valore della lotta alla ineguale distribuzione della ricchezza. Sopra il palco la bandiera italiana e quella romena. Alle pareti i pannelli dell’Anpi e dell’Adep (associazione dei deportati) sulla barbarie dei campi di sterminio. 

La giornata in memoria di Ion Cazacu é stata preparata con sei mesi di lavoro da un gruppo di sindacalisti della Rsu, che hanno dato vita a una "Commissione Cazacu". Domenico Tozzi, uno degli operai, ha spiegato con parole commosse il perché di questo gesto, riallacciandosi a un passato familiare, contadino e operaio, fatto di emigrazione e deportazione per motivi politici. "Un passato che non passa, che mi segue sempre".

Quelle ombre, condivise ora con tutta l’azienda, hanno trovato la forma della solidarietà. La sala riunioni Ion Cazacu é scoppiata in un applauso vibrante all’ingresso del premio Nobel Dario Fo. Un discorso senza mezze misure quello dell’artista. "Conosco bene queste terre –  ha detto – ci ho vissuto, e ora, ritornando, vedo la ricchezza e l’egoismo, le villette con gli steccati, il voltare la faccia di fronte alla vita degli altri. In questo territorio c’é una condizione culturale che fa schifo, e lo dico da figlio di questa terra".

Fo ha poi attaccato il Capo dello stato, "perché invece di essere presente ha mandato solo un telegramma", preannunciando una lettera aperta sulla stampa sulla vicenda di Ion Cazacu. Infine ha recitato un passo di S.Ambrogio, in cui l’abate lamenta l’indifferenza dei ricchi per la morte di due lavoratori.

Nicoleta Cazacu, moglie di Ion, ha preso la parola per ultima. Ha rivolto un saluto "a tutti quelli che la pensano come noi: che vogliono un futuro migliore". "Il diritto alla vita é supremo – ha continuato – e nessuno dovrà mai credere di essere padrone di qualcun’altro. Non bisogna odiare – ha concluso – ma cercare di guardare sempre il lato buono delle persone". Parole che hanno emozionato i molti presenti, al pari della "Canzone per Ion", che il sindacalista Renato Franchi, della Cgil di Varese, ha riproposto ancora una volta, con il suo tono di ballata triste e semplice allo stesso tempo. 

Hanno inoltre preso la parola, nel corso della mattina, l’amministratore delegato Itr Giorgio Migliari, Michele Faranda della Commissione Cazacu, Giuseppe De Luca della cooperativa Marcella, Ernesto Guffanti, Gianfranco Maris in rappresentanza di Anoi e Aned, la Cgil, gli avvocati delle figlie di Ion Ugo Giannangelo e Milena Mottalini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 settembre 2001
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