Innocente Salvini e il suo piccolo grande mondo

Il Castello di Masnago rende omaggio all'artista varesino con una mostra antologica

Non un artista naif, non un pittore-mugnaio, ma piuttosto una grande maestro, originale e profondo, che ha dedicato la sua vita all’arte, costretto a lavorare al mulino di famiglia per vivere. Una tesi che vuole innanzitutto rivalutare la figura di Innocente Salvini per troppi anni ignorato dalla critica e per molto tempo identificato alla figura dell’artista legato alla sua Cocquio Trevisago. La mostra antologica “Innocente Salvini (1889-1979)” in corso al Castello di Masnago dal 27 maggio al 15 ottobre 2006 raccoglie oltre ottanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private che ripercorrono la produzione dell’artista dalle prime tele dei primi anni Dieci fino agli ultimi lavori degli anni Settanta.

«Provo una grande commozione nel vedere raccolte 84 opere di Salvini – spiega Raffaele De Grada, critico d’arte oltre che amico dell’artista – quando lo conobbi mi resi conto della cattiva coscienza dei critici nel sottovalutare la sua arte e la sua originalità. Lui sognava e sapeva dipingere molto bene, avendo una conoscenza profonda della tecnica del fare pittura. Oggi, dietro la scusa della modernità, in molti hanno inventato le soluzioni più diverse per coprire l’incapacità di dipingere».

Fedele per tutta la vita alle stesse scelte cromatiche che prediligevano il giallo, il rosso e il verde, Salvini si lega al soggetto più intimo della famiglia, degli ambienti e dell’atmosfera che quotidianamente viveva: la madre, i nipoti, i parenti sono coloro che vengono ritratti più spesso, colti nei momenti di vita famigliare attorno al fuoco o a tavola. «Per lui – continua De Grada – la famiglia era quel sentimento gentile che provava verso coloro che gli vivevano accanto e trovavano in lui la massima aspirazione» partendo da quel soggetto Salvini si può dedicare al paesaggio e alle scene di gruppo che diventano metafora di vita. Il suo piccolo grande mondo gli permette di uscire dalla tradizione del 1800 ed entrare nel 1900 in maniera autonoma e originale, rimanendo per tutta la vita fedele a se stesso.

I cinque filoni tematici del percorso espositivo (gli autoritratti, il mulino, la galleria dei ritratti, i paesaggi e gli ambienti domestici) seguono lo sviluppo cronologico.

La mostra è anche l’occasione per scoprire gli altri esempi dell’arte di Salvini sparsi sul territorio: l’antico mulino di Cocquio, gioiello di archeologia industriale, già sua abitazione e ora sede del Museo Salvini, la Chiesa parrocchiale di Cocquio, la serie di grandi affreschi (1962 – 1963) nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo di Laveno Mombello, la parete affrescata nel 1971 ad Arcumeggia, l’affresco sulla facciata del palazzo comunale di Gemonio, la Via Crucis nel giardino del convento dei Padri Passionisti a Caravate in Valcuvia.

Sempre ad Arcumeggia, dal 28 maggio al 27 agosto, si terrà la mostra Omaggio a Salvini, tra linee e colori che propone undici opere, dipinti e disegni, con i soggetti da lui maggiormente amati e ritratti: scene di vita quotidiana, paesaggi della sua terra, volti dei suoi famigliari.

INNOCENTE SALVINI (1889 – 1979)

Varese, Castello di Masnago (Via Cola di Rienzo 42)

27 maggio – 15 ottobre 2006

A cura di Flavio Arensi e Anna Visconti

Orari: da martedì a domenica: 10-12.30 e 14 -18.30,  Terzo sabato del mese apertura straordinaria fino alle 22. Chiuso il lunedì non festivo

Biglietti: intero € 6,00;  ridotto € 4,00; scolaresche € 1,00.   L’ingresso ai Musei è gratuito per i bambini fino a 6 anni di età

Il biglietto d’ingresso alla mostra consente di visitare anche le collezioni permanenti del Castello di Masnago con opere, tra gli altri,  del Morazzone, di Pietro Antonio Magatti, Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giacomo Balla, Tranquillo Cremona, Claudio Olivieri, Bruno Munari, Renato Guttuso, Wainer Vaccari, Enrico Baj.

Castello di Masnago: Tel. +39.0332.820409 – Fax 0332.220089 – musei.masnago@comune.varese.it 

Segreteria organizzativa e informazioni:

OPERA d’ARTE: tel. 02 45487400 – info@operadartemilano.it

Visite guidate su prenotazione:

a cura di OPERA d’ARTE

sabato e domenica h.16

ogni terzo sabato del mese visita – conferenza h. 20.30

(costo € 9 incluso il biglietto d’ingresso)

tel. 0332/820409

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2006
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