Centrosinistra in crisi di consensi, «serve un ricambio ai vertici»

Lo sfogo amaro di un ex coordinatore dell'Ulivo bustese

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a riguardo delle recenti elezioni provinciali. L’autore, Sergio Barletta, è stato in passato coordinatore cittadino dell’Ulivo a Busto Arsizio.

Egregio direttore,

mi rivolgo a tutti i cittadini di questa provincia, ma in particolare a tutti coloro i quali hanno dato la propria preferenza ai partiti di centro sinistra e a tutti coloro i quali hanno inteso non rinnovare la propria fiducia all’intera Unione e in special modo all’Ulivo. È notorio, oramai, che almeno negli ultimi sette anni, a ogni tornata elettorale, di carattere nazionale o locale, l’Ulivo in questa provincia perde puntualmente consensi. Mai abbiamo potuto assistere nemmeno ad un cenno lieve di controtendenza. Dalle recentissime elezioni provinciali varesine è scaturito un risultato disastroso, che mette in ginocchio anche il più ottimista dei compagni diessini e degli amici della Margherita: in sostanza, rispetto alle provinciali del 2002, l’alleanza tutta de l’Unione, ha perso ben 6 elettori su 10; e rispetto alle politiche del 2006, ha perso 4 elettori su 10
Molti di noi del centro sinistra hanno nel cuore e nella mente le sorti di questo territorio e già da tanto tempo denunciano la totale assenza dei partiti dell’Ulivo sia nel ruolo di autentica opposizione (provinciale e comunale), sia nel ruolo stesso di partiti che gli compete.

Se da una parte è possibile che una schiera vastissima di elettori del centro sinistra abbia fatto mancare il suo voto poichè non condivide l’azione del governo nazionale, e se da un’altra è innegabile la tendenza destrorsa della nostra zona, penso di aver comunque ragione di sostenere che la responsabilità del pessimo risultato elettorale sia da attribuire prevalentemente ai vertici dei partiti dell’Ulivo, che non hanno inteso assumere in questi anni iniziative politiche che avessero un serio e significativo interesse collettivo nel territorio. Al contempo, le segreterie provinciali degli stessi partiti hanno costantemente impedito che le sedi locali dei partiti medesimi funzionassero come laboratorio politico in cui svolgere analisi ed elaborazioni sulla base delle quali proporre progetti in grado di coinvolgere la gente. È del tutto evidente come le campagne elettorali, in questo ultimo periodo della storia di questa provincia, siano state sostenute dalle segreterie dell’Ulivo con approssimazione ed estemporaneità, tanto che i cittadini raramente ne hanno percepito la presenza.

In molti di noi attivisti e non dell’Ulivo alberga la convinzione che i Democratici di Sinistra e la Margherita rappresentino ormai solo uno strumento per l’autolegittimazione dei soliti pochi. A nulla è mai valsa la denuncia continua di molti compagni e amici riguardo il fatto che la politica debba servire i cittadini e non viceversa. Uno dei motivi che hanno determinato la disfatta del centro sinistra, non solo nella nostra provincia, ma in tutto il Nord Italia, è riconducibile pure alle modalità e ai criteri con cui è in fase di concepimento il Partito Democratico, che sembra stia nascendo privo di un’anima. La questione settentrionale è un falso problema (disoccupazione al minimo – reddito procapite più alto del Paese – massimo indice di scolarità – all’avanguardia mondiale della tecnologia – massima visibilità nel mondo dello sport e delle arti – un nuovo sportello bancario ogni due settimane) dietro il quale i dirigenti del centro sinistra provinciale e in special modo quelli dell’Ulivo, intendono nascondere la loro inconsistente azione politica.

Soltanto se avremo la volontà e il coraggio di un immediato ricambio delle classi dirigenti dei partiti a cui fino ad ora abbiamo affidato il nostro consenso e perchè no, le nostre fatiche, potremo finalmente registrare almeno una controtendenza. Abbiamo, però, il dovere di non rassegnarci e di porci in maniera granitica nei confronti di una destra che affida le proprie plebiscitarie vittorie non certamente al buon governo della provincia e dei comuni. Questa provincia ha bisogno di un vero riformismo e di una larga partecipazione dei cittadini, se vogliamo che l’arretramento culturale di cui è colpevole la Casa delle Libertà abbia ad arrestarsi.

Con affetto

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Pubblicato il 30 Maggio 2007
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