Enpa: «Noi quel cane lo conosciamo bene»

La sezione cittadina della Protezione animali interviene sul caso del cane di razza Akita Inu che ha morso una bambina di due anni a Lainate

Riceviamo e pubblichiamo:

I recenti casi di aggressioni canine ha portato nuovamente alla ribalta la questione "cani pericolosi", tema che ha determinato dal 2003 a oggi una serie di provvedimenti ministeriali sulla cui efficacia e validità le associazioni di protezione degli animali sollevano numerosi dubbi. "Si tratta di provvedimenti presi sull’onda emotiva di episodi, peraltro tutti da verificare nella dinamica, dove si è intervenuti senza un corretto e strutturato approccio al problema, limitandosi alla stesura di un elenco di razze definite come pericolose e a norme, più o meno discutibili, di gestione delle stesse" spiegano dalla sezione ENPA di Saronno.

E’ di pochi giorni fa l’ultimo episodio di morsicatura ai danni di una bambina di Lainate. Grande clamore sui giornali e tv nazionali " con ben poca attenzione e verifica oggettiva dei fatti". La vicenda, seguita dalla sezione saronnese dell’Enpa, congiuntamente con la sezione di Milano competente territorialmente, riguarda il cane di razza Akita Inu (nella foto – ndr), assurto agli onori della cronaca per aver morso la bambina del proprietario. “Ancora una volta – è il commento dei responsabili della sezione di Saronno – la comunicazione dei media su questo fatto è stata falsata. Certamente la bambina ha subito un forte spavento anche se l’entità dei danni fisici dichiarati sono decisamente meno gravi di quanto riportato nei servizi giornalistici”.

Intanto Yuki – questo il nome del cane – è stato trasferito, come prevede la legge, nel canile competente per un periodo di dieci giorni di osservazione sanitaria, dopodichè verrà preso in carico dall’Enpa di Milano, e trasferito presso uno dei canili Enpa della zona dove verrà gestito da una equipe di operatori e volontari coordinati da un comportamentista e istruttore cinofilo qualificato, in modo da poter determinare il reale stato psicologico dell’animale e valutare il percorso di riabilitazione per una sua futura possibile adozione.

In buona sostanza non c’è nessun cane killer su cui puntare l’indice. «Yuki – e come lui ce ne sono purtroppo tanti – è un cane che è sempre stato gestito in modo scorretto e già in passato l’ Enpa di Saronno aveva ricevuto segnalazioni dei vicini che indicavano condizioni di custodia assai precarie e per le quali la stessa sezione – dopo sopralluogo – aveva chiesto l’intervento delle Guardie Zoofile Enpa di Milano che non hanno potuto procedere, nonostante Polizia Locale e Asl di competenza fossero state ripetutamente informate, da due anni a questa parte, della situazione da parte dei residenti". Il cane era costantemente tenuto a catena, segregato su un piccolo balcone, senza alcun riparo e lasciato in stato di incuria.  "Non è difficile immaginare che un cane perennemente legato, sotto il sole degli ultimi giorni possa aver avuto una reazione spiacevole se privato di una sua risorsa – cioè il cibo – da una incolpevole bambina, così come accaduto" spiegano i volontari intervenuti sul posto.  "La verità è che non ci sono razze pericolose per ‘legge’, ma animali custoditi in modo sbagliato, da padroni colpevolmente poco responsabili o inesperti, che scambiano un animale per un oggetto.

Nessun provvedimento razza-specifico avrà mai efficacia. La questione è molto più delicata ed Enpa già nel 2003 aveva proposto in Regione Lombardia, un piano di prevenzione delle morsicature razionale e completo. Purtroppo la Regione si è limitata ad applicarne, in modo puramente formale, qualche piccola parte che oggi è completamente disattesa e dimenticata”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Maggio 2007
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