Genio romantico: da Masnago a Parigi Flaminio Bertoni rivoluzionò il design

Il nuovo museo presenta “tutto” Bertoni, il progettista, l’artista e l’uomo.

L’apertura del Museo Flaminio Bertoni non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza per la degna e giusta valorizzazione di un grande uomo. Esso certo rappresenta il coronamento di anni di impegno del figlio Leonardo e dell’Associazione Internazionale che dal 1992 lavorano per fa conoscere in Italia e all’estero chi fu Flaminio Bertoni. Grazie alla Provincia di Varese finalmente la collezione apre al pubblico nella sua città natale.

La sua vita sarebbe la trama perfetta di un romanzo, o se vogliamo attualizzare, l’ideale sceneggiatura per una fiction. Nato da una famiglia di modeste condizioni, il giovane Flaminio viene notato da dirigenti Citroën durante una visita alla Carrozzeria Macchi dove lavora. Parte dunque per Parigi dove la sua creatività trova a terreno fertile sia nel campo del design che in quello artistico. Il ragazzo di Masnago fa carriera e firma alcune delle autovetture mitiche che cambiano il gusto e il mercato automobilistico. A coronamento del successo presenterà il suo capolavoro, la Ds, alla presenza del Presidente della Repubblica Francese.

Il nuovo spazio espositivo apre con splendidi esemplari delle auto da lui disegnate: la Traction Avant, la 2 CV, la DS provenienti dalla Citroën di Parigi e l’ultima “figlia” la AMI 6. Vetture che hanno rivoluzionato, non solo il mercato, ma la vita moderna. Basti pensare che la 2CV è stata prodotta nelle sue diverse tipologie in oltre 5 milioni di unità.

Ma Bertoni fu anche grandissimo disegnatore e fine scultore. Le sue numerose cartelle ricche di disegni spaziano da studi più propriamente accademici a segni sciolti e liberi che valorizzano la forma e i volumi. Dai corpi di donna, a romantici paesaggi lungo la Senna a superbi ritratti realizzati rigorosamente dal vivo. Una sezione del museo è dedicata alla sua attività di architetto con l’esposizione delle tavole progettuali con le quali s laureò nel 1949 coronando otto anni di studi da autodidatta. La visita al museo è una vera occasione per conoscere “l’altro” Bertoni: l’uomo, il genio, l’artista.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Maggio 2007
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