Grosso guaio a Palazzo Gilardoni

Pare destinata ad allargarsi la vicenda dei super emolumenti ai dirigenti per cui saranno giudicati oggi l'ex sindaco Tosi e alcuni assessori della sua Giunta

Oggi, lunedì 21 maggio, è previsto il giudizio con rito abbreviato per l’ex sindaco di Busto Arsizio Gianfranco Tosi ed alcuni degli assessori della sua ultima Giunta. La vicenda è nota: gratifiche "super" ad alcuni dirigenti del Comune e su cui in sequenza Corte dei Conti, Guardia di Finanza e magistratura hanno trovato qualcosa da ridire.

Ma il peggio è che questa vicenda potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. È quanto sta tornando all’attenzione pubblica negli ultimi giorni, a seguito delle attente verifiche disposte dalla Corte dei Conti in relazione proprio alla vicenda dei super emolumenti. Si è così confermato che qualcosa non tornava, come da tempo si mormora nei corridoi del palazzo comunale: alcuni dirigenti comunali avrebbero in effetti percepito somme in modo indebito – dei procedimenti per la restituzione di cifre anche ingenti, relative sempre alla vicenda che ha coinvolto Tosi, sono già in corso, e c’è chi ha già pagato. Non solo, ma sarebbero emersi altri esempi di scorretta ripartizione dei fondi comunali. Inoltre un dirigente trovatosi in una posizione di alta responsabilità non risulterebbe essere stato in possesso della laurea richiesta per ricoprire quella posizione. Una irregolarità amministrativa che, se confermata, porterebbe automaticamente alla nullità di un gran numero di atti anche di grande rilevanza. Le conseguenze sarebbero pesantissime.

A questo punto Rifondazione Comunista propone con apposita delibera di istituire una commissione d’inchiesta su questi fatti, citando nel testo anche una nota diramata dal sindaco Farioli in cui «apertamente [si] parla di "sospette ripetute irregolarità avvenute negli scorsi anni nei rapporti tra Comune di Busto Arsizio ed alcuni dirigenti dello stesso"». Qualche puntino sulle i lo mette anche la Margherita, con il consigliere Alessandro Berteotti, che ricorda le prime iniziative intraprese anni fa per fare luce sulla gestione del Comune. «In data 18 ottobre 1999 il sottoscritto, quale consigliere comunale del Partito Popolare procedeva con segnalazione a mezzo lettera raccomandata alla Corte dei Conti di Roma sulle "difficoltà delle opposizioni ad assolvere al proprio compito di controllo istituzionale … del bilancio e del controllo amministrativo e finanziario della macchina comunale"; in data 29 dicembre 1999 emettevo esposto nei confronti del Prefetto di Varese per "verificare il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione in Busto Arsizio", a cui il Prefetto Lombardi rispondeva in data 31 gennaio 2000, affermando che "è in corso l’acquisizione di elementi informativi sulla questione". A fronte di questi fatti» commenta Berteotti «è evidente che l’allora Partito Popolare, poi Margherita ed ora Ulivo, ha svolto con dedizione e competenza il proprio ruolo di controllo, ed oggi quelle richieste di approfondimento trovano una conferma nei fatti».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Maggio 2007
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