Niente soldi dal ministero, i supplenti li pagano mamma e papà

Lo Stato deve al Sereni 140 mila euro: i soldi maturità e altre spese li mettono le famiglie. Il preside: «I Governo spenda il tesoretto nella scuola»

Da sei anni ormai il ministero trasferisce meno del dovuto al liceo Vittorio Sereni di Luino per pagare gli esami di maturità e le supplenze brevi. Sessanta mila euro mancano all’appello alla voce supplenze, quasi 70 mila alla voce stipendi esami di maturità, 10 mila alla voce revisori dei conti. E che conti!  Per cinque anni il liceo ha sopperito a questa mancanza di soldi "attingendo" ai fondi per l’assicurazione degli studenti e per il materiale di cancelleria, versati dalle famiglie dei ragazzi ogni anno. La scuola statale diventa quasi "privata": 140 mila euro mancanti per pagare gli stipendi dei supplenti e gli esami di maturità dal 2002 ad oggi, infatti, li hanno tirati fuori in buona parte le 900 famiglie che hanno un figlio iscritto con i 75 euro di contributo.

Ora il preside del liceo luinese Emilio Rossi dice basta a questa situazione: «Credevo che con il cambio di governo si potesse riportare l’attenzione sui temi della scuola – commenta amaramente il preside – invece la situazione è sempre la stessa da anni. Puntuale è arivata la circolare del ministero che chiede alla scuola di fare "finanza creativa" ancora una volta. Siamo al limite». Così oltre ai tagli che ogni anno restringono i margini di manovra della scuola pubblica ora il ministero non eroga nemmeno i fondi stanziati. «Mi chiedo che fine farà il tesoretto – si domanda Rossi – non sarebbe meglio pagare prima i debiti?». La domanda è legittima e intanto la scuola è riuscita a tamponare le situazioni di maggiore emergenza come nel caso di un supplente che non riceveva lo stipendio da tre mesi con una famiglia a carico. «In questo caso siamo intervenuti e abbiamo appianato i tre mesi di retribuzione – poi siamo riusciti a pagare anche, con un anno di ritardo, le prestazioni dei professori per la maturità 2005/2006».
Per quest’anno, invece, le cose non si sa come andranno a finire. Gessi per la lavagna o stipendi ai professori della maturità? I soldi versati dalle famiglie annualmente sono una bella cifra e le ripercussioni si avranno sulle future spese che il liceo dovrà sostenere per l’aggiornamento dei software dei computer, sulla cancelleria, sui nuovi libri per la biblioteca, sulla manutenzione dei laboratori. Insomma, come sempre, a pagare è la cultura. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Maggio 2007
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