Piazza Risorgimento: parco storico o svincolo autostradale?

La domanda posta dal Comitato per la Salvaguardia della piazza: raccolte 700 firme e depositato un documento di "autotutela" che potrebbe sparigliare le carte

Lo scorso dicembre l’amministrazione comunale di Gallarate presentò il disegno definitivo della nuova Piazza Risorgimento. Da allora un nutrito gruppo di cittadini ha deciso di combattere a colpi di firme ed esposti la decisione del Comune: i sottoscrittori sono arrivati a quota 700 e si punta dritti a 1000 (per questo ci saranno banchetti domani, giovedì 10 maggio, in stazione dalle 17.30 alle 20 e sabato 12 maggio al mercato dalle 9 alle 13). Ma il Comitato per la salvaguardia di Piazza Risorgimento, capeggiato da Valerio Lavazza, non si ferma alle firme: ha infatti preparato un documento di “autotutela”, spedito alle istituzioni gallaratesi e al Prefetto di Varese, all’interno del quale è contenuta una versione dei fatti che, se dimostrata, potrebbe provocare gravi conseguenze: «Abbiamo analizzato le carte e l’iter che ha portato al disegno finale per Piazza Risorgimento – spiega Lavazza, affiancato da Emilio Magni, Franco Provasoli, Stefano Rizzi e Filiberto Zago -: a nostro parere questa non è una semplice opera pubblica, ma una vera e propria variazione al piano regolatore. In Piazza Risorgimento infatti è prevista l’esistenza di un parco a contorno del monumento ai Caduti, con la rotonda e lo svincolo previsti dal Comune questi sparirebbero, variando di fatto il Prg vigente. Chiediamo che l’amministrazione comunale si ravveda, altrimenti potremmo anche decidere di percorrere anche strade legali. Fosse una variante al Prg andrebbero annullate tutte le delibere prese fino ad ora, coinvolto il consiglio comunale e i cittadini di Gallarate». 

Alla base della protesta del Comitato non solo la non condivisione del percorso viabilistico, ma ragioni storico culturali che affondano le radici nel significato stesso della piazza per i gallaratesi: «Piazza Risorgimento è da sempre il vero centro  della città, uno dei pochi polmoni verdi, per decenni a dire il vero l’unico – spiegano ancora i membri del Comitato -. Spostando il monumento si sradica un simbolo della città, togliendo un punto di riferimento importante per i cittadini, che oltretutto non sono mai stati coinvolti né informati del progetto». Anche per quanto riguarda la spesa sostenuta dal Comune, circa 2,5 milioni di euro per una parte di un progetto più ampio che comprende anche il rifacimento di piazza Garibaldi e altre opere complementari per un totale che si avvicina a 10 milioni di euro, il Comitato ha da ridire: «Quei soldi sono troppi – spiegano -, andrebbero spesi per fare la circonvallazione Nord, che sgraverebbe la città dal traffico pesante: invece con la rotonda si velocizza il deflusso, portando le auto e i camion in pieno centro. Non crediamo serva alla città, non vorremmo sia più funzionale al futuro supermercato nell’ex area Maino piuttosto che ai gallaratesi. C’è un boom edilizio mai visto, si sono incamerati milioni di euro grazie agli oneri di urbanizzazione: questa amministrazione però guarda solo all’apparenza, non all’utilità. Noi non ci fermeremo». Per spiegare ai cittadini le alternative possibili e le criticità del progetto approvato dalla giunta Mucci, il Comitato per la Salvaguardia di piazza Risorgimento ha organizzato una serata dal titolo “Parco storico o svincolo autostradale”: appuntamento venerdì 18 maggio alle 21 nella sede Acli di Gallarate.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Maggio 2007
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