Quando la “trattoria dei tre gradini” è infrequentabile

"Guida all’accessibilità": prende il via la fase operativa del progetto Cesvov. Con scambio di esperienze e collaborazione tra mondo del volontariato e istituzioni

«Andiamo a cena fuori alla “Trattoria dei tre gradini”?» «No, grazie. Sarà per un’altra volta». «Domani andiamo a Milano in treno?» «No, preferisco stare a casa».
Se a parlare sono una persona normodotata e un disabile, dialoghi di questo tipo non sono poi così infrequenti. Sì perché quei tre gradini o quel treno possono essere un ostacolo insuperabile e, per non correre il rischio di essere di peso o di dare fastidio, la persona disabile preferisce glissare l’invito. Con queste considerazioni di Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov varesino, si è aperta la tavola rotonda “Esperienze di "Guide all’accessibilità" di altre città: tra risultati attesi e obiettivi conseguiti” svoltasi questa mattina in via Monte Generoso a Varese, sede didattica dell’Università dell’Insubria.

Proprio nell’anno europeo per la pari opportunità per tutti, il Cesvov ha infatti dato il via a un progetto denominato “Cesvov per tutti”. Obiettivo finale quello di arrivare alla stesura della “Guida all’accessibilità di Varese”: uno strumento valido veramente per tutti, dal disabile alla mamma con la carrozzina, dall’anziano a chi ha solo per qualche giorno una gamba ingessata.

Tutto questo in stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche, dalla Regione alla Provincia, dal Comune all’Asl, all’azienda ospedaliera varesina fino all’Università dell’Inusbria. Il primo passo del progetto è stato infatti coinvolgere enti pubblici e organizzazioni di volontariato. Durante l’estate prenderà invece il via la fase operativa: i volontari delle 17 associazioni coinvolte passeranno la città al setaccio per raccogliere tutti i dati utili a confezionare la guida. A settembre è previsto il coinvolgimento di associazioni straniere che approfondiranno il tema degli itinerari turistici accessibili.

E proprio nel clima di confronto tra quanto succede a Varese, nel resto d’Italia e anche all’estero, questa mattina i promotori dell’iniziativa hanno voluto mettere in comune esperienze già fatte, attese e risultati. Ospite d’eccezione Miguel Gerez, dell’associazione AccèséMobilité pour Touts di Bruxelles che durante il suo intervento ha sottolineato come il settore dei trasporti, quello della ristorazione e l’alberghiero sono i più problematici per le persone diversamente abili. Altro punto chiave è quello dei finanziamenti pubblici in un campo, quello dell’accessibilità, che non vuole essere un’accusa contro le istituzioni, ma un’attività di progettazione sociale che nasce dal basso con il coinvolgimento di tutti. E anche l’iniziativa del Cesvov varesino ha preso il via da questa volontà di «vedere il bicchiere mezzo pieno, cioè cosa funziona, non quella di arrivare ad uno scontro con l’ente pubblico».

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Marco Cosentino, del servizio disabili dell’Università dell’Insubria, Martino Villani del Centro Servizi Volontariato di Como, Gabriele Favagrossa dell’AIAS Milano e Renato Bertola, consulente CESVOV.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Maggio 2007
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