Storie vissute tra arte ed espressività

Fernando Spano’ si presenta al Colombo Caffè

Vita artistica breve forse, ma se letta attraverso le opere esposte, intensa; densa di significati e di storie “vissute”. L’Uomo, e la Donna, popolano le sue opere: escono dalla tela e dai fondali dosati nel colore e nella pennellata lunga a volte pacata, a volte significativamente tormentata. E si muovono con intensa espressività; i soggetti delle sue opere ti osservano con aria interlocutoria e sono come in attesa di una domanda, un perché, una risposta: si trasformano in oggetti pensanti, ricchi di interrogativi, silenzi, suoni.

Ed allora puoi ben capire che il “Medico di famiglia” quando dipinge proietta storie, esperienze e fantasie della propria esperienza quotidiana ed umana sulle proprie tele.

E mentre ci racconta, ti accorgi che anche il suo “occhio” è stupito: forma, colore, forza del segno si trasformano in qualcos’altro, più di una mera riproduzione, più di un piatto racconto: la semplicità figurativa, se pur esprime la grande voglia di parlare e farsi capire, nasconde un complesso intreccio di sensazioni, sentimenti, impressioni, che delicatezza e sensibilità del “medico” arricchiscono di contenuti e di umanità.

Perché ho proprio riletto, nella vastità e ricchezza della pennellata, nelle ampiezze delle coloriture, nella sicurezza delle forme, alcuni dei caratteri precipui della pittura di Spanò.

Non solo: certi soggetti – oggetti, quali le “stanze vuote”, le “nature morte”, certi tagli di “figure controluce”, “modelle che non dialogano, anziani ”isolati” fanno emergere la sensazione globale di “solitudine” e di “grandi silenzi”.

Per uscirne la tensione all’astratto e la forza del colore, che nelle sue opere impressiona per sicurezza, lucidità nei passaggi, forse d’impressione.

Un’arte che nasce da esperienze lontane ma coglie ed usa il senso della matericità, del dinamismo, della trasfigurazione coloristica.

Un’arte che vuole insomma parlare e parlarci e dirompe con forza a contatto di un pubblico predisposto a “sentire” e a “cercare” parte di se stesso.

Nelle opere di Spanò ci ritrovi l’uomo, la sofferenza ma anche la dolcezza del sogno e della fantasia. Un percorso serio, impegnativo che Spanò sta percorrendo e certamente lo porterà avanti, … lontano.

Colombo Caffè in via Milano 2 a Busto Arsizio

Fino al 27 maggio

Per informazioni 0331 629244

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Pubblicato il 18 Maggio 2007
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