Una famiglia nata dall’emergenza, fondata sul cuore

Una giornata al Villaggio SOS. Tra famiglie allargate e tanta serenità. Nonostante i problemi

Compie 20 anni, ma non li dimostra il Villaggio SOS di Morosolo. Eppure, da questo angolo nascosto della provincia di Varese, così suggestivo che si potrebbe facilmente scambiare per un luogo di villeggiatura, in questi anni ne sono passati quasi 200 tra bambini e adolescenti in gravi difficoltà e famiglie in stato di disagio.

Bambini come Helmut Kutin, che di anni oggi ne ha 66 di cui 2 vissuti nel Villaggio SOS di Imst in Austria. Dal 1985 è presidente mondiale dei Villaggi SOS, un’organizzazione presente in 132 paesi con più di 400 Villaggi e oltre 1100 strutture di servizio tra scuole, asili, centri giovanili e sanitari. «La mia mamma SOS è morta poco tempo fa all’età di 91 anni. Quando è stata male mi trovavo in Vietnam, ma sono partito subito per assisterla: le mamme SOS ci offrono una seconda nascita di cuore, che è ancora più difficile di quella naturale».

La vita dei bambini nei villaggi dell’organizzazione è infatti imperniata sulla figura della mamma SOS. Queste donne sono educatrici che scelgono di vivere assieme ai bambini, anche fino a 5 o 6 per volta: una famiglia allargata dove la mamma pensa a tutto, dal cibo alle pulizie, dai compiti all’acquisto del materiale scolastico. Ce lo racconta Beatrice (nella foto sotto insieme a Federico, ospite del Villaggio) che ha 36 anni, viene dal Burundi e da qualche anno vive a Morosolo. Un’esperienza, la sua, iniziata «per arricchire il curriculum», ma che è poi diventata qualcosa di più di un semplice lavoro. «Per questi bambini siamo un punto di riferimento: qui non si lavora dalle 8 alle 18 e poi si chiude, ma l’impegno è totale. E coinvolge mente e cuore». Dove non arriva la mamma bis, arriva l’organizzazione. Come infatti ci spiega  Silvano Basilli, direttore del Villaggio di Morosolo «Riceviamo fondi in parte dai Comuni di residenza dei bambini, in parte dai donatori. Abbiamo un buon rapporto anche con il territorio: questo grazie a nuovi progetti tra cui un centro estivo diurno che quest’anno ha visto la partecipazione di 75 bambini esterni».

Oggi il Villaggio SOS ospita 35 ragazzi per la gran parte minori, ma qualcuno ha anche raggiunto la maggiore età, come Federico, vent’anni tra un mese, che è qui dal 1996. Ci racconta che la sua vita scorre serena tra scuola, lavoro (tra poco inizierà uno stage come magazziniere) e nuoto e che gli piace stare qui perchè «c’è tanta gente e ci si diverte».

Fondato da due genitori in ricordo di un loro figlio scomparso all’età di 8 anni, il Villaggio gestisce anche la Casa della mamma e del bambino, che ospita giovani e future mamme in stato di difficoltà, e Le Case dell’Autonomia  per i ragazzi che, compiuti i 18 anni, non hanno ancora un progetto di sicuro inserimento sociale. Per chi volesse saperne di più la festa dei 20 anni del Villaggio continuerà domani con l’open day per amici, simpatizzanti e quanti desiderano conoscere meglio questa realtà.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Maggio 2007
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