«Via Bienate, il pericolo è in agguato: ne so qualcosa»

Un amico di famiglia di Eliseo Caccia, vittima dell'ultima tragedia della strada, sottolinea la pericolosità della strada e la necessità di aumentare i controlli

Chiar.mo Direttore,

scrivo questa lettera con la speranza che Lei possa dare voce a chi si trova come me obbligato a passare quotidianamente l’incrocio “maledetto” di via Bienate, che porta alla zona industriale di Sacconago, teatro purtroppo di una lunga serie di incidenti stradali molti dei quali anche mortali.
L’anziano signore che è stato investito questa settimana era una cara persona, un vicino di casa e un amico di famiglia.
Io stesso, qualche anno fa, andando a lavoro in bicicletta, fui investito nello stesso punto da un motociclista (che aveva confuso la strada con il circuito di Monza) per
fortuna senza riportare gravi conseguenze ma solo (se così si può dire) qualche ematoma e la distorsione della colonna vertebrale.

Anche questo ultimo tragico incidente sarà presto dimenticato senza che nessuno si preoccupi di intervenire per cercare di evitare il ripetersi di tali situazioni, che sconvolgono, con il dolore e la disperazione, la vita di tante persone.

Senza fare alcuna polemica e soprattutto senza entrare nel merito delle circostanze che hanno determinato l’incidente mortale (i rilievi e le valutazioni sono di competenza degli uffici di Polizia) ritengo però che maggiori controlli sulla velocità e sul rispetto della segnalazione semaforica, anche attraverso l’installazione di telecamere, potrebbero scoraggiare gli automobilisti più indisciplinati e limitare gli incidenti in incroci molto trafficati come quello in questione.

Con la speranza che questa breve nota possa essere pubblicata per sensibilizzare tutte le persone che possono e
devono trovare presto una soluzione al problema, ed in particolare gli uffici comunali di competenza, affinché si attivino per realizzare gli interventi necessari tenendo presente in particolare la situazione dei pedoni e dei ciclisti che rappresentano i soggetti più deboli ancora
contemplati (per fortuna) dal codice della strada.

Ringraziando per l’attenzione si porgono cordiali saluti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Maggio 2007
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