«Povero Costantino, viveva per la sua famiglia»
Cislago sconvolta dall'orribile morte del suo concittadino, ucciso a Patti da un rogo appiccato dai piromani. La moglie era a casa, in via Magenta ed ora è partita per Messina
«Non sappiamo cosa fare: Costantino viveva per la moglie, la figlia, la casa e quell’albero di ciliegie».
Rabbia e impotenza si mescolano. Sono i sentimenti che dominano in città a Cislago, soprattutto tra i vicini di Costantino Cucinotta, 51 anni, morto mercoledì sera, in Sicilia, a Patti, in un agriturismo, ucciso da un rogo appiccato da piromani. Con lui ha perso la vita anche la cognata, Lucia Natoli, magistrato al tribunale dei minori di Messina. «Costantino si trovava nell’agriturismo per festeggiare il compleanno del fratello – racconta una vicina, amica di infanzia della moglie, Tiziana Tigozzi, 49 anni -. È dovuta tornare lunedì scorso per riprendere il lavoro a Milano». (nelle foto: sopra: Costantino Cucinotta; sotto: l’abitazione della famiglia Cucinotta)
La figlia 15enne, che frequenta le scuole superiori a Saronno, era rimasta a Patti con il padre per festeggiare lo zio: si è riuscita a salvare dalle fiamme. «La notizia che Costantino era disperso è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri – prosegue la vicina -. Tiziana era disperata. In serata è andata dalla sorella in attesa di notizie, sperando che non fosse successo il peggio, era in ansia. Io, a casa mia, ho visto quel maledetto telegiornale, in cui si diceva che Costantino era tra le vittime. Sono corsa da lei per avvisarla, sperando non l’avesse saputo in quel modo orrendo, ma sono arrivata tardi. Era di ghiaccio, atterrita, immobile».
Tiziana è partita questa mattina (giovedì ndr) all’alba per la Sicilia. «Non abbiamo ancora avuto sue notizie – prosegue l’amica -, in questo cortile siamo come una grande famiglia e vorremmo farle sapere che le siamo vicini».
In paese Costantino era molto conosciuto. Fino a due anni fa lavorava alle poste di Cislago, poi è stato trasferito a Castellanza. «Era una persona gioviale, sempre disponibile e gentile con tutti» ricordano i colleghi di lavoro dell’ufficio postale.
Costantino si è trasferito a Cislago nell’89, e lo stesso anno ha sposato Tiziana. «Era felicissimo di partire, di tornare a casa dai suoi parenti e festeggiare il fratello – conclude la vicina amica di famiglia -. La figlia era la sua felicità, per lei aveva piantato l’estate scorsa un piccolo albero di ciliegie. Hanno raccolto i primi frutti quest’estate. Lo curava, lo innaffiava con amore. Viveva per la figlia, la moglie e la casa. E adesso guardare quell’albero di ciliegie è un dolore immenso».
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