Anche Busto ha il suo “spalmadebiti”

L'assessore al bilancio Cattaneo illustra alla stampa le operazioni di rinegoziazione del debito svolte con il supporto di Deutsche Bank

Il debito del Comune di Busto Arsizio è in buone mani: così l’assessore al bilancio Alberto Cattaneo, che in mattinata ha illustrato alla stampa le misure attuate a partire dalla scorsa estate per la gestione attiva del debito. Un chiarimento che si ripeterà, in modo più tecnico e dettagliato, questa sera alle 18 in commissione bilancio, di fronte ai consiglieri comunali. Proprio da questi ultimi, infatti, era giunto infatti lo stimolo decisivo per capirne di più, anche sull’onda di articoli di stampa e televisione che affrontavano con preoccupazione gli sviluppi del rapporto, troppo spesso non vantaggioso, tra finanze degli enti locali e istituti di credito. Ultima era giunta l’interrogazione della consigliera del gruppo misto Marta Tosi, che riceverà risposta nel merito in commissione.

I motivi di preoccupazione, ammette Cattaneo, non sono infondati in altre realtà: Corte dei Conti, Consob e la stessa Bankitalia, per tacere in qualche caso della magistratura ordinaria, sono al lavoro per approfondire la gestione di vari importanti enti locali di vario livello (città, province…). Ragionando sui 55 milioni circa di euro di debito dovuto a mutui, per il 55% a tasso variabile e per il 45% a tasso fisso, dovuti per quasi metà alla Cassa Depositi e Prestiti e per 27 milioni a istituti creditizi vari, l’assessore Cattaneo spiega come da luglio si sia agito nell’ottica di contenere l’impatto degli interessi da pagare ai creditori. Per giungere a questo ci si è avvalsi della consulenza di Deutsche Bank, istituto di indiscutibile solidità e prestigio, e si sta procedendo al rating del debito comunale con Fitch, una della maggiori agenzie internazionali del settore. Il rating, se darà l’esito desiderato (ossia una valutazione positiva, espressa con il sistema “a lettere dell’alfabeto” tipico del settore), consentirà al comune di avere una posizione forte nei confronti delle banche: un debito certificato, in altre parole la garanzia di solvibilità.

Tutto ciò non prelude comunque ad ulteriori indebitamenti: semmai ad un lungo periodo di rigore, prerequisito essenziale perchè l’operazione vada a buon fine. Cattaneo ha provveduto, secondo quanto riferiva, a “spalmare” la curva dei pagamenti di capitale e interessi sui mutui tramite un’operazione detta di swap, dilazionandola negli anni, ma soprattutto assicurandosi che il rateo degli interessi resti all’interno di un “tetto” accettabile, in modo da garantire che in futuro il Comune non si trovi “strozzato” da cifre impossibili. «Gli interessi oscilleranno dal 4,97% di minimo al 5,95% di massimo» spiega l’assessore. Con la situazione precedente, “ereditata” da uno swap effettuato nel 2002-2003, «in condizioni anche di quadro legislativo differente» sottolinea Cattaneo, quest’anno e fino al 2014 il Comune avrebbe dovuto sborsare circa 3,5 milioni di euro l’anno, cifra significativa che ne avrebbe limitato la capacità di investimento; i pagamenti sarebbero poi scesi nettamente, continuando fino ad esaurirsi nel 2031, ma non vi era garanzia contro un esplodere nei tassi. Con il nuovo swap, eseguito nel rispetto dell’iter e delle nuove normative vigenti in materia, si libereranno risorse destinate esclusivamente al conto capitale, agli investimenti (e non alle spese correnti): i mutui erano stati contratti per finanziare opere ed interventi. Se i tassi effettivi saliranno oltre il 5,95%, il comune di Busto Arsizio non sborserà comunque un centesimo in più; gli interessi in eccesso «saranno oneri in capo a Deutsche Bank» spiega Cattaneo. La nuova “curva” ridisegnata con la rinegoziazione del debito permette di recuperare 11,8 milioni di euro nei prossimi sette anni (un milione nel 2007, 2,2 nel 2008 e così via), come detto tutti da destinare ad investimenti. Il “picco” dei pagamento di capitale e interessi è posticipato al 2014, quando si dovrebbero toccare i tre milioni di euro circa per poi scendere con regolarità, imponendo esborsi superiori a quanto prima previsto, ma non pesanti, dal 2021 in avanti, fino all’estinzione del debito nel 2031 – sempre che un domani, a debito comunale certificato, non si rinegozi ulteriormente l’accordo allungandone i tempi.

La conseguenza di questa complessa operazione è che si liberano risorse oggi, ma si impongono vincoli precisi sul domani. I futuri assessori che succederanno a Cattaneo non potranno darsi certo al “mutuo allegro”, sicuramente fino al 2014, e probabilmente per un bel pezzo anche dopo. Non sarà questa la tipica operazione che rinvia ai successori i problemi odierni? Cattaneo ribatte in questi termini: «Ha senso sborsare certe cifre oggi e zero tra vent’anni, caricando i cittadini di oneri qui e ora, in un momento in cui il bilancio è tirato e dallo Stato arriva molto meno di un tempo? Con questa operazione noi abbiamo attuato un’economia politica, una mossa a breve termine, ma poniamo anche le fondamenta perché chi verrà dopo di noi possa seguire una certa politica economica, che è una cosa diversa ed implica una visione di medio-lungo periodo». Nel doman non v’è certezza: non resta che confidare nei futuri assessori. E non è detto che ricordino il loro predecessore Cattaneo con affetto, quando si troveranno a fare i conti con nuovi sindaci che sognano le Grandi Opere…

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Pubblicato il 14 Novembre 2007
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