Biglietti meno cari da Fiumicino. Le “ingiustizie” di Alitalia

Una ricerca della Fit-Cisl dimostra, esempi alla mano, che la politica dei prezzi della compagnia di bandiera penalizza lo scalo della brughiera

Che Alitalia sia un’interminabile fonte di paradossi, ormai se ne sono resi conto in tanti. In un’indagine realizzata e diffusa dalla Fit-Cisl della Lombardia ne emerge un altro ancora più bizzarro. Un viaggio da Malpensa a Toronto che al netto delle tasse costa 409 euro, da Fiumicino via Malpensa ne costa 289: come questo sia possibile non si capisce, ma forse lo si può comprendere se si legge nell’ottica delle scelte della ex compagnia di bandiera che tende, da sempre, a privilegiare Roma piuttosto che il Nord Italia. Il taglio dei voli da Malpensa e lo spostamento a Fiumicino vede da mesi la contrarietà di sindacati regionali e territoriali, politici e amministratori, ma l’impostazione del piano “di salvataggio” di Alitalia non sembra cambiare rotta. In attesa di sapere con certezza quali rotte verranno tagliate, la ricerca della Fit-Cisl non fa altro che fortificare le convinzioni di chi al Nord ritiene di essere maltrattato dalla compagnia in attesa di privatizzazione.

I dati della ricerca fanno riflettere: su trentun voli presi in considerazione, i cui prezzi riguardano le tariffe di categoria più bassa applicate sul costo dei biglietti di andata e ritorno, tasse aeroportuali escluse, praticate su voli in partenza nei due aeroporti, la totalità costa meno da Roma. Non solo quindi il personale tutto concentrato nella capitale, la previsione dei tagli a Malpensa, il trasferimento del personale mai completato e anzi nemmeno iniziato: ora anche gli evidenti vantaggi concessi allo scalo romano per quanto riguarda le tariffe di volo. Se si può provare a capire un prezzo più basso sulla tratta Roma-Algeri rispetto ad un Malpensa-Algeri, considerando il chilometraggio ridotto, è obiettivamente difficile comprendere una differenza di 260 euro (409 da Milano, 149 da Roma): stessa compagnia, stessa categoria di tariffa, 63,5 per cento in meno il costo del volo. Gli esempi sono tantissimi, e come detto quelli che lasciano più a bocca aperta sono quelli che prendono in considerazione i voli diretti da Malpensa e quelli in partenza da Roma con scalo nell’aeroporto della brughiera: c’è Berlino che costa 14 euro in meno se si fa scalo, addirittura Shangai, meta prettamente (o quasi) “businness” e quindi universalmente riconosciuta come prerogativa di Malpensa, che costa ben 80 euro in meno se si sceglie di partire da Roma fermandosi a Milano piuttosto che prendere il diretto da Malpensa. E come Shangai ci sono Boston, Dubai, Miami, Minsk, New Delhi, Osaka, San Paolo, Buenos Aires, Bruxelles, Vienna, Lione, Londra e tanti altri. Forse, alla luce di questi dati e sommando tutto il resto, ha ragione chi dice che le perdite che Alitalia fa registrare da sempre a Malpensa non sono dovute tanto al mercato o all’aeroporto (i cui dati, Alitalia a parte, sono in costante crescita), ma alle scelte di una certa politica e alla gestione quantomeno discutibile dei vertici della compagnia.

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Pubblicato il 02 Novembre 2007
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