Chi può usare l’area feste?

Dopo l'approvazione del tanto atteso regolamento per l'uso del nuovo edificio per gli eventi, l'opposizione denuncia la mancata pluralità

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di PD Cairate.

Ognuno, pensando all’area feste del proprio paese, si immagina un luogo dove l’amministrazione, i vari enti, le associazioni, i partiti politici e qualunque cittadino, possano organizzare eventi e manifestazioni per vivacizzare la vita sociale del proprio comune.

A Cairate questo si può fare, ma con delle difficoltà impreviste.

È stato, infatti, recentemente approvato il regolamento che norma l’utilizzo dell’area feste che, stranamente, viene alla luce diversi anni dopo l’apertura della stessa e dopo svariate richieste da parte del gruppo dell’Unione.

Forse, la situazione è peggiorata con l’entrata in vigore di questo statuto.

Ci sono diversi punti che ci lasciano perplessi. 

Partiamo dall’esclusività di utilizzo riservatasi dall’amministrazione; infatti all’art.4, testuale, “l’amministrazione comunale di Cairate si riserva a priori l’utilizzo dell’area il venerdì sera per iniziative comunali culturali”, ma non è finita “viene fatta salva in ogni caso la priorità per le iniziative dell’amministrazione, in particolare quelle riguardanti festività particolari(Natale,Capodanno,Carnevale,Pasqua,I Maggio), mentre per i mesi di Luglio/Agosto l’amministrazione si riserva di concedere l’utilizzo dell’area feste solo se compatibile con la presenza di un’eventuale gestione dell’area quale parco estivo”.

Ricapitolando tutti i venerdì, le festività (tra cui un “sospetto” I maggio) e i mesi di luglio e agosto non sono disponibili; soffocando, come ricordato da Bruno Frigeri nella nostra proposta di emendamento, eventuali iniziative delle varie associazioni del comune..

Come se non bastasse, per chi volesse ballare, con le delibere n°136-137 l’amministrazione si è riservata per tutto l’anno il martedì sera per i ritmi caraibici, mentre, per gli amanti dei balli più lenti e tradizionali, di lunedì e giovedì sera “si va col liscio”.

A nostro giudizio, questa è il punto meno accettabile, infatti per tutti gli altri rimangono ben tre serate alla settimana (di cui due in giorni festivi), da dividersi. 

Secondo punto, la lista della priorità per l’assegnazione in caso di richieste per giorni coincidenti.

L’ordine è questo:

  1. Amministrazione Comunale
  2. Istituto comprensivo scolastico(previo accordo con l’amministrazione)
  3. Parrocchie(previo accordo con l’amministrazione)
  4. Partiti politici
  5. associazioni con sede nel comune
  6. cittadini residenti
  7. asssociazioni con sede esterna al comune
  8. cittadini non residenti

Non ci sembra corretto che i partiti politici siano relegati in quarta posizione alle spalle della Parrocchia e che essa sia al di sopra delle altre associazioni con sede nel comune.

Pensiamo che i partiti politici, svolgendo un’attività rivolta a tutta la cittadinanza e non a una parte di essa, meritino una posizione prioritaria o almeno paritaria nei confronti della Parrocchie e degli altri enti e associazioni.

Il fatto più sconcertante, al limite della Costituzione, riguarda la completa discriminazione tra Parrocchia e le altre comunità religiose, comunque presenti sul territorio.

Se considerassimo intenzione dell’amministrazione non mettere allo stesso livello Comunità Cristiana Cattolica e le altre comunità religiose, già sarebbe sbagliato, ma qua le altre confessioni non sono neanche considerate. E ciò è davvero grave!

Questo potrebbe far pensare ad una non troppo velata intenzione di accattivarsi qualche simpatia dall’ambiente cattolico, ipotesi forse avvalorata dal fatto che all’art.5b del regolamento si specifica che la Comunità Pastorale possa fruire gratuitamente dell’area feste, qualora concordi le sue iniziative con l’amministrazione.

Noi, comunque, pensiamo e speriamo che la Comunità Pastorale abbia una sensibilità maggiore, evitando la strumentalizzazione e la richiesta di accordi e/o patrocinio su iniziative religiose. 

Sottolineamo l’assenza della Biblioteca comunale dall’elenco, forse perchè considerata appartenente all’amministrazione stessa? 

Terzo punto, fa quasi sorridere, dopo tutto questo, che all’art.4 si dica “per garantire la pluralità di accesso NON possono essere previste autorizzazioni per periodi superiori ai 4 giorni all’anno, ad esclusione dell’amministrazione comunale e del plesso scolastico”.

Escludendo, di fatto, possibilità quali, ad esempio, mostre di più giorni e, comunque, limitando le possibilità di programmare manifestazioni costituite da più giorni a qualsiasi associazione. 

Ultimo punto, questione tariffe.

Innanzitutto, vengono richiesti ben €500,00 di cauzione, che paiono esagerati, e tariffe giornaliere che variano dai 70€ ai 100€. 

Come possono vedere tutti dal nostro piccolo riassunto, questo regolamento presenta lacune, forse volontarie, e scelte non condivisibili da chiunque pensi che la struttura sia uno strumento a servizio di tutta la comunità e di tutti i cittadini. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Novembre 2007
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