Fronte insubrico contro i treni fracassoni

Si sono saldati a Maccagno i comuni italiani e svizzeri interessati dai problemi della linea ferroviaria Bellinzona - Luino - Gallarate

Sapere cosa passa nei vagoni merci che continuamente transitano lungo la linea Bellinzona -Luino- Novara-Gallarate, ottenere ripari fonici nei paesi attraversati e minori vibrazioni da parte dei treni, eliminare i passaggi a livello. Questi alcuni dei problemi che si stanno verificando da quando questa linea è diventata la più trafficata d’Europa. Italiani e Svizzeri si sono seduti questa mattina sotto il cappello della Regio Insubrica presente con il proprio segretario Roberto Forte a fare da coordinatore, per creare un fronte unico di richieste a Ffs e Rfi. C’erano i rappresentanti dei comuni italiani con il sindaco di Maccagno Fabio Passera, quello di Luino Gianercole Mentasti e quello di Castelveccana, in rappresentanza anche della Provincia, Luciano Pezza. Per la parte svizzera era presente Nicola Nembrini, municipale del comune di Vira-Gambarogno ( il comune più attivo sul fronte elvetico nei confronti della linea ferroviaria). Per il canton Ticino e per la Regione Lombardia erano presenti due tecnici.

PROTOCOLLO SICUREZZA – Il comitato unico formatosi oggi per volontà del segretario della regio Forte si è concentrato su 4 punti fondamentali che stanno alla base dei problemi che le realtà locali soffrono da quando la linea ferroviaria del Verbano è diventata la più trafficata d’europa con i suoi quasi 80 treni merci al giorno. Il primo punto che questo comitato analizzerà è quello della sicurezza:«Cittadini e amministrazioni vogliono sapere cosa viene trasportato all’interno dei vagoni – spiega Forte – l’intento è quello di creare un protocollo d’intervento rapido in caso di emergenza. Vogliamo coinvolgere per questo le realtà di protezione civile italiane e svizzere in modo da creare una cellula operativa immediata». Appare questa la preoccupazione più grande degli amministratori comunali in quanto responsabili di quello che accade sul proprio territorio.

INQUINAMENTO AMBIENTALE – Il secondo punto sul quale lavorerà la commissione è il cosiddetto impatto ambientale che la ferrovia ha sul territorio in particolare per quanto riguarda l’inquinamento fonico e le conseguenze delle vibrazioninel terreno causato dal materiale rotabile che ormai ha compiuto 125 anni, ndr). I lunghi treni merci creano rumori e vibrazioni mai sentite con così alta frequenza negli anni scorsi. Un gruppo di lavoro si adopererà affinchè si possano prospettare a Rfi e Ffs soluzioni abbordabili e che possano risolvere questi problemi che cominciano a minare la sicurezza delle abitazioni lungo la linea.

TRAFFICO PASSEGGERI – Gli amministratori hanno espresso la volontà di difendere il servizio passeggeri cercando di migliorarne se non la quantità almeno la qualità. «I treni passeggeri dovranno continuare a soddisfare la domanda – ha detto Forte – magari cercando anche in Italia soluzioni con treni più leggeri come sta adottando Tilo sul versante elvetico e non con lunghi treni che restano vuoti».

PASSAGGI A LIVELLO E STAZIONI  – Anche questi due punti meritano una considerazione particolare. Nel tratto italiano questo problema si trascina da anni come nel caso ecltatante del passaggio a livello di Laveno che divide questo centro dal vicino ospedale di Cittiglio con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Sulle stazioni in disuso, invece, è Luino ad avere richieste nei confronti di Trenitalia in quanto si ritrova ad avere una bellissima e storica stazione enormemente sproporzionata rispetto alla sua reale utilità con zone adiacenti in degrado. «Vorremmo ridiscutere con Trenitalia un ridimensionamento delle strutture – ha detto il vice-sindaco di Luino Liardo – perchè così com’è la situazione non ci soddisfa».

Grandi assenti della giornata erano proprio gli interlocutori delle due aziende Ffs da parte svizzera e Rfi da parte italiana. Il comitato insubrico ha sottolineato, però, che questa prima riunione non prevedeva la loro presenza:«Vorremmo arrivare ad avere un incontro con con i rappresentanti delle ferrovie a gennaio – ha detto ancora Forte – in modo da essere pronti con relazioni dettagliate per ognuno dei punti sottolineati in questo primo incontro preliminare»

 

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Pubblicato il 15 Novembre 2007
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