“Governo legittimato dal voto degli italiani, Mucci non lo sappiamo”

Nota del segretario cittadino del PdCI Osvaldo Bossi

Riceviamo e pubblichiamo 

Con 161 favorevoli contro 157 contrari: la manovra 2008 è stata licenziata, dopo 97 articoli e 716 votazioni. Sono fallite le spallate, le campagne acquisti di senatori, gli sciacallaggi.

La maggioranza, con le sue contraddizioni, ha tenuto e l’opposizione per vedere tornare a casa il governo dovrà ancora aspettare. La Finanziaria è stata votata senza la fiducia, è un risultato molto positivo un grande successo. E’ una manovra di equità, di sviluppo, di tagli significativi ai costi della politica, in ultima analisi per citare il compagno Oliviero Diliberto : ”Quella approvata questa sera è una buona finanziaria, dopo quella di risanamento dei conti dello scorso anno, questa è una Finanziaria di redistribuzione. Ci sono tante buone cose che gli italiani sapranno apprezzare. Prima fra tutti la norma di stabilizzazione dei precari che ora hanno qualche certezza in più oltremodo senza bisogno di ricorrere al voto di fiducia. Per citarne alcuni: 

Precariato e Lavoro

I miglioramenti introdotti rispetto al testo originario presentato dal Governo, proseguono e rafforzano i meccanismi di stabilizzazione del personale precario In particolare si prevede che le pubbliche Amministrazioni, dopo un confronto con le Organizzazioni Sindacali, sono chiamate a predisporre entro il 30 aprile 2008 un Piano triennale per la progressiva stabilizzazione di tutto il personale precario. Il Piano prevedrà la progressiva stabilizzazione del personale con contratto a tempo determinato e con contratto di collaborazione coordinato e continuativa che nell’arco del triennio 2008/2010 maturi i requisiti di tre anni di servizio, anche non continuativi. Per il personale assunto con altre tipologie di lavoro flessibile, come ad esempio gli interinali (per i quali esiste una oggettiva difficoltà di tipo giuridico ad assimilarli a dipendenti della Pubblica Amministrazione) si prevede percorsi preferenziali nelle nuove assunzioni. In attesa che tutto il meccanismo entri a regime vengono prorogati tutti i contratti precari attualmente in essere.  

Misure fiscali a favore del lavoro dipendente e altro.

La Finanziaria, all’articolo 1, comma 4, prevede che eventuali maggiori entrate, derivanti dalla lotta all’evasione fiscale (extragettito o cosiddetto “tesoretto”) vadano, in particolare, a ridurre la pressione fiscale sui lavoratori, aumentando l’importo delle detrazioni per lavoro dipendente e pensioni.  Per far fronte al fenomeno del “caro mutui” si aumenta del 10 per cento(portandolo a 4.000 euro) il tetto di detraibilità degli interessi sui mutui contratti per l’acquisto della prima casa. Rispetto all’originaria proposta del Governo si elimina il tetto di reddito di 50.000 euro annui per usufruire della detrazione, mentre si escludono dai benefici le abitazioni di tipo signorile, le ville, i castelli, i palazzi nobiliari. Vengono introdotti innovativi strumenti di controllo ed intervento per fronteggiare l’attuale incremento anomalo dei prezzi dei prodotti alimentari, con particolare riferimento all’ampliamento della forbice fra prezzi alla produzione e prezzi al consumo ed ai relativi fenomeni speculativi.  

Ambiente

Proseguendo le politiche avviate in materia di adattamento del territorio ai cambiamenti climatici e di prevenzione del rischio, particolare attenzione è stata dedicata alla difesa del suolo , al rischio idrogeologico e alla tutela delle zone marine, esposte ai rischi del riscaldamento globale e ai fenomeni di inquinamento.  Con uno degli emendamenti approvati (articolo 45) si è arricchita positivamente la norma che finanzia con 150 milioni nel triennio la forestazione delle aree urbane, al fine di ridurre le emissioni di CO2 . La realizzazione di aree verdi ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, nei Comuni a maggiore crisi ambientale, e di tutelare la biodiversità. A valere su queste risorse, al fine di sostenere le azioni e le politiche finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto, ratificato con la legge 2 giugno 2002, n. 120, e sulla base della conseguente Delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002 e successivi aggiornamenti, si è provveduto a destinare 2 milioni di euro all’istituzione del Registro Nazionale dei Serbatoi di Carbonio e alla gestione dell’Inventario Nazionale delle Foreste di Carbonio, quale strumento necessario alla contabilità dell’assorbimento di carbonio generato dalle attività di uso del suolo. Si tratta in questo caso di un adempimento derivante dai trattati internazionali sul clima e conforme  alle decisioni adottate in sede ONU e di Unione europea. Ai fini del riconoscimento di 10 Mt CO2/anno di crediti derivanti dalla presenza delle foreste nel territorio italiano è necessario predisporre un registro nazionale delle foreste (serbatoi di carbonio) e la gestione per il mantenimento delle stesse. L’intervento è già stato presentato alla Commissione Europea nell’ambito del Piano Nazionale di Assegnazione della CO2 ed approvato dalla stessa Commissione. Nel caso l’intervento di messa a punto del registro e della sua gestione non venisse realizzato, a partire dal 2008 l’Italia rischierebbe una sanzione fino a 1 miliardo di € l’anno. 

Gallarate non deve temere tutto ciò perché la sua cementificazione impedisce di definirne il territorio e le finalità, l’unica forestazione sarà rappresentato dalle piante di gerani sui balconi. Cittadini di Gallarate, il governo locale capitanato dal sindaco “degli altri” sta rapidamente consumando tutto il territorio della città e cancellando gli ormai pochi spazi verdi sopravvissuti.

Al loro posto:

– palazzi residenziali e centri commerciali;

– in otto anni di amministrazione della città la costruzione di 1.500.000 metri cubi di nuove edificazioni, non certo popolari;

– trasformazione degli ultimi spazi verdi di Gallarate in cantieri;

– abbandono delle periferie privilegiando il salotto buono del centro con il contradditorio svuotamento dello stesso;

– disprezzo di ogni tipo di valutazione ambientale contrariamente  alle richieste di cittadini gallaratesi;

– costruzione scellerata di tre edifici di 1.166 metri cubi sopra la collina di Crenna, deturpando in modo irreversibile l’aspetto del paesaggio;

– privatizzazione del verde pubblico della stessa Crenna;

– costruzioni di 30.302 metri cubi di edifici a tre e quattro piani (fino a 19 metri di altezza) in via Monte San Martino;

– cemento di 2.000 metri cubi (in gran parte destinato alle esigenze commerciali) nell’area di largo de Gasperi Viale Milano, “però a senso unico”;

– costruzione di 12.489 metri cubi di nuovi edifici tra via Toscanini e via Covetta nel quartiere Ronchi;

– ulteriori 900.000 mc di nuova edificazione sulla 336.

– per non parlare dello scempio compiuto in Piazza Risorgimento  

Per questi motivi ci sentiamo di proporre alle forze democratiche, agli altri, ai cittadini una raccolta di firme per mandare a casa Mucci e per difendere la nostra città dall’assalto dei “barbari del cemento”. Elezioni anticipate, torniamo alle urne, via i cementificatori da Gallarate. Riprendiamoci la nostra città! 

Osvaldo Bossi

segretario PdCI Gallarate

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Pubblicato il 19 Novembre 2007
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