La scuola per stranieri di via Manzoni compie 18 anni

Il Dottor Boma, ex studente della scuola, presenta il suo progetto di collaborazione con l’Africa

 La scuola per stranieri di via Manzoni ha festeggiato il suo diciottesimo compleanno. Nell’incontro organizzato ieri sera, sabato 17 novembre,  presso la scuola gli studenti hanno raccontato ai presenti il proprio paese di origine e il dottor Boma, ex studente, ha presentato il suo progetto in sostegno per l’Africa.
Nell’immaginario collettivo gli stranieri, solitamente quelli provenienti dal sud del mondo, vengono ormai percepiti come terroristi, spacciatori o nella migliore delle ipotesi rapinatori.   Dietro quel muro che ci separa e oltre il quale non abbiamo mai avuto il coraggio di sporgerci c’è un mondo bellissimo. 

Ad abbattere quel muro ci stanno provando alla scuola italiana per stranieri di via Manzoni. «Sia chiaro che forniamo loro solo gli strumenti per imparare» ci dice Vittorio Di Mattei responsabile della scuola, ma è evidente invece che fanno molto di più. L’impegno e la passione che investono in questa iniziativa traspare chiaramente dalla gratitudine dei loro studenti. La scuola ha raggiunto ormai i suoi 18 anni di attività e ha visto la partecipazione di almeno 2000 stranieri. Il metodo utilizzato nell’insegnamento è molto particolare, ci spiega Di Mattei, si chiama sostegno guidato all’autoapprendimento. In poche parole consiste nel fornire agli studenti un percorso da seguire autonomamente, guidato comunque dagli insegnanti che prestano il loro aiuto in ogni momento. Ciò permette di gestire un grosso numero di studenti senza diversificarli per etnie, livello scolastico o religione, ma soprattutto fa in modo che essi possano scegliere di frequentare la scuola in qualsiasi momento senza seguire orari prestabiliti.
A sentire parlare alcuni tra gli studenti della scuola intervenuti all’incontro di ieri sera si direbbe che questo metodo è senza alcun dubbio efficacissimo. Uno studente in particolare però ci fa capire quanto siano importanti tali iniziative. Si chiama Hilary Boma Venusto, di professione medico. Proprio così: il dottor Boma è venuto in Italia per studiare medicina ed ha imparato l’italiano alla scuola Manzoni. Si è laureato nel 2003 all’Università Statale di Milano ed è il primo e unico medico della tribù Pari situata in un villaggio del sud del Sudan. Il dottor Boma tuttavia non si considera “arrivato”, egli non ha infatti dimenticato la sua gente e la sua terra. Ha messo in piedi L’associazione “Il Villaggio Chiama” con l’intento di sostenere il villaggio africano da cui proviene. L’obbiettivo principale è quello di costruire un ospedale e una scuola e di rendere il villaggio autosufficiente e in grado di sopperire ai propri bisogni alimentari. L’opera è ambiziosa ma dalla determinazione che traspare dagli occhi del dottor Boma siamo pronti a scommettere che ci riuscirà.


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Pubblicato il 18 Novembre 2007
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