Legge elettorale, “restituiamo ai cittadini la possibilità di scelta”

L’appello del senatore Paolo Rossi in merito al recente dibattito sulla riforma con cui gli italiani voteranno alle prossime elezioni politiche

Qualcosa finalmente sembra muoversi all’interno del dibattito fra gli schieramenti circa lo stabilire delle nuove regole e la possibilità di addivenire a una nuova legge elettorale.

Si è detto disponibile al dialogo persino Berlusconi che, conscio forse della sconfitta mediatica – chi semina banane ci scivola sopra, prima o poi –, si affretta ora a un restyling ridefinendo fin dalla facciata l’architettura di un palazzo che rischia però di rimanere inabitato dagli alleati: da Forza Italia al Popolo della libertà il passo è stato breve e, se il sillogismo aristotelico non è un’opinione, tutto lascia presagire che si giungerà in futuro, immemori della storia, al Popolo d’Italia.

È chiaro che il dibattito all’interno delle forze di centrodestra apra nuovi spiragli al dialogo: la prossima legge elettorale deve essere approvata, attraverso un dibattito serrato e a 360 gradi, dalla maggior parte possibile di forze politiche. Non è materia, quella elettorale, in cui procedere a colpi di maggioranza o studiare, per proprio tornaconto, le convenienze contingenti.

Insieme con un gruppo di senatori dell’Ulivo – Franco Bruno, Bartolo Fazio e Claudio Molinari – vorremmo cercare di adoperarci affinché sia restituita al cittadino una quota significativa di scelta individuale, più diretta e meno mediata dai vertici e dalle gerarchie dei partiti. Ci pronunciamo in favore del sistema tedesco, pur se adattabile alle esigenze italiane: con eventuali «contaminazioni», come l’introduzione dei Collegi spagnoli (Collegi, cioè, di minore ampiezza rispetto a quelli istituiti prima dell’ultima riforma). 

È a nostro avviso importante che i parlamentari vengano eletti sia in via proporzionale sia maggioritaria: laddove la via proporzionale preveda naturalmente la possibilità di esprimere preferenze e rifugga dalla presentazione di liste bloccate. Il contenzioso, sorto a tal proposito e alimentato qualche settimana fa dalle esternazioni di Grillo, ricondurrebbe il sistema preferenziale alle degenerazioni e ad alcuni limiti che sono stati evidenziati in passato: tuttavia, consapevoli delle distorsioni che possono innescarsi, specie in alcune situazioni particolari, riteniamo che l’unica risposta possibile alla richiesta che proviene dall’opinione pubblica, sia quella di evitare i «nominati» in favore degli «eletti», e che pertanto non esista via alternativa alle preferenze.

Difficile sarebbe assumersi l’onere di ridisegnare un sistema elettorale che squadri da ogni lato, in grado di saper respingere alle eventuali obiezioni: proprio per questo siamo disponibili a trovare delle larghe intese su queste basi, in particolare prestando ascolto alle richieste che provengono dal basso, dalla gente comune, e non solo dalle segretrie dei partiti e dalle sedi istituzionali.

Per sapere che cosa vogliamo raccogliere dobbiamo far sì che la maglia della rete non sia troppo larga, di una rete – si badi – che non trattiene l’acqua: dobbiamo per un verso evitare soluzioni tecnicistiche (le più amate dagli Italiani…) ma anche la presunzione che un modello astratto possa combaciare perfettamente con il perimetro delle esigenze reali. Solo in tal modo sarà possibile ottenere un sistema elettorale chiaro e condiviso: gettare le fondamenta di un bipolarismo che non sia solo di facciata e recuperare un dialogo fattivo all’interno del centrosinistra e, senza pregiudizi, con quella parte dell’opposizione disponibile a ridisegnare le regole comuni per il bene di tutti.

Paolo Rossi

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Novembre 2007
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