Ospedale di Gallarate, facilitiamo le partorienti

La denuncia di Giuseppe Criseo: nel salone dei prelievi non c'è una corsia preferenziale per le donne incinta

Si parla sempre più spesso di aiutare le famiglie con servizi e incentivi economici, ma la strada è ancora lunga per risposte efficaci.

Alle 8.30 le prime segnalazioni della giornata, una signora in dolce attesa si lamentava del trattamento ricevuto in ospedale a Gallarate, per i tempi lunghi nel salone dei prelievi.

Ad un sopralluogo del sottoscritto, la situazione è la seguente: diverse decine di persone sedute in attesa del loro turno, qualche signora partoriente in piedi, altre sedute.

Il tabellone numerico che ordina la fila segnava un numero esorbitante: 600.

Interpellato il Dr. Soldavini, chiedo come mai non esista una corsia preferenziale per le partorienti, cosa riprovevole anche perché ho fatto notare, esiste anche in alcuni supermercati, perché nel pubblico non c’è?

Ricordo di aver letto di una dichiarazione favorevole a tal proposito, ma nei fatti ancora niente.

Il Dr. Soldavini mi risponde che non c’è corsia preferenziale ma che comunque il primario si era interessato alla cosa chiedendo lo spostamento nel padiglione nuovo, e nel frattempo ci può rivolgere all’infermiera che sentito il medico, può far saltare la fila.

A una mia richiesta di par passare le partorienti, l’infermiera mi precisa che possono passare solo se stanno male.

Gli utenti sono tanti e il personale si impegna, però gli spazi sono angusti rispetto al numero delle persone da assistere, per cui chiediamo alla direzione dell’Ospedale di esprimersi con certezza sui tempi e modalità di spostamento.

Il problema delle file preferenziali esiste e va affrontato subito, non ci sembra il caso di fare attendere le partorienti ma anche persone di una certa età in piedi, occorre quindi trovare un criterio generale da far applicare subito e la presenza di un medico in sala per verificare i casi più gravi.

Nel frattempo verificare quante sono le sedie disponibili e ricavare altri spazi velocemente.

Tra l’altro si entra in sala d’attesa dall’esterno e non esiste una barriera per cui entra il freddo direttamente sulle persone sedute!

Farei controllare poi anche il tabellone per la numerazione, visto che non si capisce come mai segnasse il numero 600. Si segnala poi il numero insufficiente di parcheggi all’esterno dell’ospedale e inoltre la stranezza del costo prestabilito del parcometro: 70 centesimi come costo minimo!

 

Giuseppe Criseo – Presidente dell’Associazione Consumatori ”La Grande Famiglia"

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Novembre 2007
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