Sciopero alla Gallazzi, 50 lavoratori a rischio licenziamento

L’azienda leader nel settore delle pellicole di plastica ha comunicato ai sindacati di avere 49 “lavoratori in eccedenza”. I dipendenti hanno manifestato fuori dalla sede

Quasi 50 lavoratori su 180 rischiano di perdere il lavoro alla Gallazzi. O meglio, come li definisce l’azienda, che non parla di licenziamenti, si tratta di “personale in eccedenza”. Intanto i lavoratori, nella giornata di giovedì, hanno effettuato uno sciopero generale di 8 ore su tre turni in tutti i settori dell’azienda. L’adesione è stata del cento per cento e sono rimasti all’interno dell’edificio soltanto alcuni dirigenti.
La Gallazzi è una storica azienda di Tradate, presente nella zona industriale, che ha sedi anche a Gallarate, Bologna e in Francia. La proprietà non è più italiana, ma di un gruppo francese. È una delle aziende fiore all’occhiello della città ed è conosciuta a livello internazionale: produce film in pvc, ovvero pellicole in plastica per prodotti farmaceutici o alimentari.

«Il 2006 è stato chiuso dall’azienda con quasi due milioni di attivo, considerando anche gli investimenti fatti per 5 milioni di euro – spiegano i rappresentanti sindacali di Cgil-Cisl-Uil, Vincenzo Di Maio e Giuseppe Turconi -. Ad oggi l’azienda ci ha detto di essere in perdita di 1,7 milioni di euro e facendo il calcolo è proprio il costo del personale in eccedenza che ci hanno comunicato: 49 lavoratori».
I rappresentanti sindacali fanno vedere così una tabella mostrata loro dall’azienda. Tabella nella quale si vede dove verrebbe tagliato il personale in esubero: calandre, spalmatura, taglio, logistica e servizi. Nella tabella sono anche presenti le motivazioni per ogni settore: da “esternalizzazione del servizio” a installazione nuovi macchinari, a “revisione delle procedure di lavoro”.

L’azienda conta in totale 180 lavoratori nello stabilimento di Tradate, compresi anche una trentina di interinali. «Se poi si tiene conto che nell’ultimo anno sono state effettuate una quarantina di assunzioni, non capiamo proprio il piano industriale della proprietà – aggiungono preoccupati i rappresentanti sindacali -. Dopo il successo dello sciopero di giovedì, ci aspettiamo che la proprietà ci convochi per un chiarimento o per trovare una soluzione comune, una strategia diversa dal licenziamento».
Non è la prima volta che la Gallazzi si trova in una situazione di questo tipo: «Un paio di anni fa – proseguono dalla Rsu -, avevano ventilato l’ipotesi di una trentina di dipendenti messi in mobilità, poi si risolse tutto con 5 esuberi dopo lunghe trattative. Forse c’è ancora qualche speranza anche per la situazione odierna. Siamo preoccupati certo, ma lo sciopero di ieri ci ha dato fiducia».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Novembre 2007
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