Trasporto pubblico… o pubblico trasporto a fini privati?

I Verdi di Busto Arsizio esprimono le proprie posizioni sulle recenti polemiche riguardanti la sistemazione di Piazza Vittorio Emanuele

Riceviamo e pubblichiamo 

I VERDI per la PACE di Busto Arsizio esprimono le proprie posizioni sulle recenti polemiche riguardanti la sistemazione di Piazza Vittorio Emanuele.

Indispensabile è risalire alla condizione in cui si trova questa piazza: essa è un parcheggio di media grandezza, come ce ne sono tanti in città. La sosta delle automobili c’è sempre stata da cinquanta anni e nessuno si è mai posto il problema di eliminarla, seguendo buone pratiche urbanistiche che i Verdi considerano essenziali, assieme alle moderne tendenze dell’architettura dei luoghi e delle tradizioni.

Di punto in bianco, alla città si racconta che questo piazza storica e già sede del Comune, è diventata peggio di un campo di nomadi. Non ce ne siamo accorti, così come non ce ne eravamo accorti quando partecipavamo alle riunioni preelettorali per il Sindaco, a primavera del 2006, nelle vicina sede de La Margherita, durante le quali si discuteva del programma.

La vicenda recentissima del degrado di questa piazza è un esempio chiarissimo della tesi esposta da Naomi Klein, giornalista canadese di successo mondiale. Il suo recente libro, presentato anche in televisione in prima serata a CHE TEMPO FA, è intitolato Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri. Riassumendo la sintesi del libro, la giornalista sostiene con numerosi esempi che il capitalismo postmoderno sfrutta i disastri – siano essi ambientali, civili, bellici, umanitari – per imporre situazioni di guadagno esasperato e sordo ad ogni morale. Con il pretesto di riparare a devastazioni, spesso create da loro ad arte, i “capitalisti del disastro” vogliono solo arricchirsi, fregandosene dei problemi che pongono all’attenzione della società, con le enormi campagne di propaganda che essi stessi instaurano, essendo proprietari dei principali media di comunicazione (TV e stampa sopra tutti ).

La stessa vicenda si sta compiendo a Busto Arsizio, circa il fantomatico degrado di una piazza storica, tra le poche ad avere conservato gli edifici originali. Abbiamo visto il sindaco Farioli in missione a Milano con i progettisti ed i committenti della faraonica opera speculativa, alla Camera di Commercio milanese per propagandare i benefici di un centro commerciale nel centro storico della nostra città. Noi credevamo che la città avrebbe avuto bisogno di una guida, non di agenti di commercio, come sta succedendo. Questa è la realtà oggettiva: reclames e inserti pubblicitari al posto di discussioni, progetti e dibattiti. 

Vogliono trasformare il centro del centro di Busto Arsizio in un centro commerciale come tanti, un outlet dentro una città assediata dalle auto e dallo smog, una città senza un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome! Vogliono far arrivare trecento auto sottoterra per imbarcare merci che si possono comprare nei supermercati, senza mantenere un rapporto etico con le storia locale e con i residenti. Tutto questo con lo specchietto per le allodole della riqualificazione.

Intanto i nostri colleghi di governo dell’UNIONE che fanno? A giudicare dalle esternazioni di un passato candidato sindaco, danno la colpa agli ecologisti di non avere mai fatto proposte, dimenticando che mai hanno seduto nei banchi comunali, né mai si è chiesto il loro parere. E questo passato candidato sindaco di Busto Arsizio si spinge addirittura a proporre una tramvia per la città. Qualche precisazione deve adesso essere fatta. L’architetto Grandi, il nome del consigliere comunale già candidato sindaco, ha brillato per la sua assenza durante le riunioni preelettorali presso La Margherita ed in altri luoghi. In quel turno di consultazioni, noi Verdi bustesi avevamo posto due punti essenziali da includere nel programma del candidato sindaco Mariani. Uno dei punti era una moderna filotramvia, da far correre a Busto Arsizio, con possibilità di estendere i collegamenti con le città vicine. Di questa proposta originale dei VERDI non si parlò mai più, neanche nei verbali delle riunioni.

La tornata elettorale per il nostro partito non è andata benissimo, ma non è stata che il risultato di una mancata campagna elettorale, nella quale la coalizione non fece quasi propaganda elettorale e la foto del candidato sindaco era unita solo al simbolo dell’ULIVO, nei pochi pieghevoli distribuiti. Quando leggiamo, lo scorso fine settimana, che l’architetto Grandi propone la nostra idea come nuova, ci chiediamo: perché averla ignorata due anni fa e perché farla adesso questa proposta? Solo per darsi una mano di verde, non essendoci la minima possibilità di contrattare il buco gigantesco di un silos nel centro storico con una realizzazione impegnativa ma assolutamente fuori portata per Grandi e per Mariani e per quello che resta di una grande alleanza, la quale guida il Paese con mille contraddizioni, ma avendolo rimesso in carreggiata, dopo gli anni dei condoni del centrodestra. Un’opera pubblica di questo livello non si realizza certamente con la finanza creativa dell’assessore Cattaneo e il misero avanzo di undici milioni, bastanti per poche centinaia di metri di tramvia, ammesso di averli disponibili a questo scopo. Ma soprattutto il trasporto pubblico, sostenibile e ecologico, ha bisogno di decisioni politiche urbane: o si incentiva il trasporto inquinante privato a quattro ruote, o si punta alla riqualificazione dei quartieri e della residenza.

SCEGLIAMO LA VERA DEMOCRAZIA: PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA E REFERENDUM!

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Novembre 2007
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