Unione Europea e ricerca scientifica: se ne parla ai “martedì federalisti”

Immigrazione, ricerca, politica estera ed energetica: le sfide e le difficoltà del processo di integrazione europea al centro degli incontri organizzati dal Movimento Federalista europeo

Quale Europa vogliamo? Se lo chiede la sezione gallaratese del Movimento Federalista Europeo, che propone alla città un ciclo di incontri – i “martedì federalisti”- sul percorso di integrazione europea, sulle difficoltà e i limiti incontrati finora, ma soprattutto sulle potenzialità che esso comporta. Dopo l’adozione dell’Euro, l’allargamento ad est con l’ingresso dei Paesi dell’ex blocco socialista, la sfida dell’integrazione europea è ancora aperta: la mancanza di una politica estera ed energetica comune, le differenze di reddito tra le diverse popolazioni, le ondate migratorie all’interno della stessa UE e dai paesi extracomunitari sono temi ancora aperti. 

Nove gli incontri organizzati dal movimento. Nel terzo appuntamento, che si terrà  martedì 6 novembre presso la sede dell’ANPI Gallarate di via Madonna in Campagna 10, si affronterà la tematica della ricerca scientifica e universitaria, ancora legata a risorse e strumenti messi in campo dai governi nazionali, in mancanza di una politica comune. Le differenze in termini di investimenti e di tasso d’innovazione sono notevoli all’interno della UE, con gli stati scandinavi, la Francia e il Benelux che surclassano non solo gli stati di più recente integrazione come Bulgaria e Romania, ma anche Spagna, Italia e Grecia. La cosiddetta “fuga dei cervelli” è, paradossalmente, un’altra forma di migrazione interna alla Unione Europea?

«L’obiettivo di un “governo federale europeo” mobiliterebbe le energie migliori, selezionerebbe una nuova classe politica all’altezza dei problemi da risolvere, darebbe alle giovani generazioni una prospettiva su cui investire il proprio futuro» spiega il Movimento Federalista; la prospettiva interesserebbe senza dubbio le centinaia di giovani impegnati nella ricerca scientifica per compensi molto più bassi degli omologhi francesi e inglesi o le centinaia di ricercatori (anche varesini) già emigrati all’estero per lavorare nelle università e nei centri di ricerca.   

Il primo ciclo di incontri, dedicato alle questioni più dibattute in ambito europeo, prevede altri due momenti in cui si parlerà di energia e ambiente  (20 novembre) e di welfare (11 dicembre). Da gennaio 2008 si aprirà poi il secondo ciclo di incontri, dedicato ad approfondimenti sul federalismo e l’idea di integrazione europea.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Novembre 2007
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