I voti delle superiori valutati per l’ingresso all’università

Decise nell'ultimo Consiglio dei Ministri alcune direttive che riconoscono il profitto dell'ultimo triennio

Vai bene a scuola? L’università ti premia. Basta al mito del sessanta risicato, chi vuole investire nello studio vedrà riconosciuti i suoi sforzi. Il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha deciso : “La maturità non sarà più solo un pezzo di carta, ma una porta d’ingresso al proprio futuro e finalmente gli studi delle superiori avranno un loro peso specifico: non saranno più a valutazione zero come accadeva fino ad oggi ma garantiranno fino a 25 punti che varranno per l’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso, e sono proprio i 25 punti che possono fare la differenza tra chi entra e chi resta fuori».
La decisione è stata presa nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri del 2007 che ha deliberato, inoltre, di potenziare i percorsi di orientamento per agevolare lo studente nella scelta dei corsi di laurea universitari.
In concreto, per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, nel punteggio massimo di 105 punti, 80 saranno assegnati sulla base del risultato del test d’ingresso e 25 saranno dati agli studenti che avranno conseguito risultati di eccellenza a scuola. A tal fine contribuiranno: la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell’esame di Stato dal 20% degli studenti con la votazione più alta attribuita dalle singole commissioni, che comunque non deve essere inferiore a 80/100; la lode ottenuta nella valutazione finale dell’esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto.
Circa i percorsi di orientamento è previsto che i docenti della scuola secondaria superiore vengano coinvolti nella predisposizione dei test di accesso all’università, mentre nelle scuole potranno essere organizzati percorsi di orientamento con la partecipazione di professori universitari.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Gennaio 2008
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