Laura Porrini: una AD “per destino naturale”

E' Amministratore delegato della ditta tessile Felis, fondata dal padre."Lo sono diventeta semplicemente, quando tutti hanno coiminciato a fare riferimento a me"

Lo dice la camera di commercio di Milano: di Amministratrici Delegate donna il varesotto ne ha una quantità, tanto da essere seconda solo a Milano, nell’operosa Lombardia. Ma chi sono? E come sono arrivate lì. Abbiamo provato a chiederlo a una delle loro rappresentanti: Laura Porrini (nella foto), 51 anni, Amministratore delegato della Felis SPA e presidente del gruppo merceologico Maglie-Calze, Abbigliamento e calzature dell’Unione industriali di Varese.

«Lavoro nell’azienda di famiglia da sempre: anche se ho studiato fino a laurearmi in Bocconi  e ho iniziato a lavorare dopo la mia laurea nell’81, ho respirato aria di azienda fin da bambina.
Finiti gli studi, non sono andata a fare esperienza all’estero o in un’altra azienda: ho cominciato invece a lavorare in tutti i settori della nostra. Vedendola da ogni lato, produzione, magazzino, amministrazione e facendomi un bagaglio di conoscenze specifiche nel tessile che la scuola non mi aveva dato. I vari passaggi poi sono venuti naturali: man mano che lavoravo acquisivo maggiore responsabilità, sempre più persone facevano riferimento a me. Così mi sono ritrovata  Amministratore Delegato, ed ho ricevuto le consegne da mio padre Enrico». 

Enrico Porrini l’azienda l’aveva fondata nel 1961: ora la Felis spa, maglificio con sede a Cardano al Campo,  ha 50 lavoratori circa e una struttura molto diversa da una volta. Per esempio, si occupa solo di confezionamento di maglieria intima ed esterna, mentre la produzione di tessuti a maglia una volta integrata nella società ora è appannaggio della Divitex, a capo della quale c’è il fratello maggiore di Laura. Dagli anni Novanta la Felis è stata protagonista anche della globalizzazione, delocalizzando in Tunisia proprio con una decisione presa dall’Amministratore delegato donna. Ancora adesso in quel paese c’è una loro sede produttiva, una ditta nata con loro che realizza i “capi base” per diversi clienti. «Forse siamo in tante donne AD perché gli uomini si sono stancati di prendersi la briga di prendere decisioni difficili» ci scherza su la Porrini, nella parte più rilassata della chiacchierata. Che si è conclusa così: «Sa che l’unica domanda che non mi ha fatto è quella che mi aspettavo per prima? Mi immaginavo qualcosa di ovvio, tipo:  Come ha fatto a conciliare il lavoro con la famiglia?” e per quella avevo già la risposta pronta: “semplice. Non ho una famiglia”. E invece non me l’ha fatta. Meno male».

 

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Gennaio 2008
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