Lombardia, riconosciuti e approvati 27 ambiti a vocazione e potenzialità turistica

Brescia la provincia che vanta il numero maggiore (quattro), seguita da Bergamo, Como, Milano, Sondrio e Varese con tre

Sono 27 gli ambiti regionali a vocazione e potenzialità turistica individuati e approvati oggi dalla Commissione regionale “Attività produttive”. Brescia la provincia che vanta il numero maggiore (quattro), seguita da Bergamo, Como, Milano, Sondrio e  Varese con tre; due ambiti attribuiti alle province di Lecco e Pavia, uno soltanto a Cremona, Lodi, Mantova e Monza.

 «Con il voto di oggi – ha detto il presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti, che del provvedimento è stato relatore – la Regione dà alle Province e agli Enti locali la possibilità di realizzare progetti mirati e aderenti al territorio, valorizzando così le peculiarità turistiche del luogo ed esaltandone le specificità. Addio quindi a finanziamenti generici, finalmente sarà possibile differenziare e calibrare gli interventi secondo le specifiche caratteristiche dei singoli territori lombardi».

Con la terminologia “ambito” si intende una precisa e definita area territoriale comprendente più Comuni, le cui caratteristiche concorrono a determinare l’entità del sostegno, degli interventi e dei contributi regionali ai progetti presentati dai sistemi turistici.

I Comuni ad attrattività turistica sono inizialmente suddivisi per ambiti in base alla provincia di appartenenza e a tre diversi contesti territoriali, quello montano, quello lacuale e quello urbano e rurale di pianura. Successivamente viene riconosciuto a “vocazione turistica” l’ambito nel quale le presenze turistiche raggiungono in un anno almeno il milione di unità. Gli ambiti che non raggiungono tale soglia sono invece considerati a sola “potenzialità turistica”.

Viene assegnato un ambito turistico di base a ciascuna provincia lombarda; viene attribuito un ambito aggiuntivo laddove a livello provinciale per il contesto lacuale, montano o urbano, si concentra un numero di Comuni superiore al 15% di quello complessivo regionale del contesto stesso; viene attribuito un ulteriore ambito alle Province che presentano sul proprio territorio una concentrazione superiore al 5% del totale dei Comuni ad attrattività turistica individuati a livello regionale.

«Il quadro complessivo che emerge –commenta Saffioti- conferma gli assi portanti dell’offerta turistica regionale lombarda: la grande attrattività delle sponde lacuali, il reticolo di città d’arte e centri vocati al turismo d’affari nella pianura, l’importanza del contesto montano, le aste fluviali che rappresentano la maggiore innovazione di prodotto degli ultimi anni, le località termali e collinari come occasione di ulteriore diversificazione delle proposte di visita e soggiorno».

Nella valutazione che la Regione farà dei programmi di sviluppo dei sistemi turistici,  elementi determinanti saranno il numero degli ambiti turistici coinvolti e il fatto che gli stessi siano considerati a vocazione o a potenzialità turistica.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Gennaio 2008
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