“Nate in paese e cresciute nel mondo, le nostre sono imprese da romanzo”

Gianni Spartà ha raccontato il suo viaggio tra le aziende del Varesotto agli studenti dell'università dell'Insubria. Con lui, in cattedra, manager e imprenditori

«"Perchè sceglie gli operai tra i vivai del calcio?", ho chiesto a un imprenditore. Lui mi ha risposto: sanno giocare in squadra e farsi coordinare da un mister, sono perfetti». Di aneddoti come questo, in due anni di lavoro per realizzare il suo "Romanzo industriale", Gianni Spartà ne ha collezionati a decine. Episodi, storie e strategie che il giornalista varesino non si è fatto sfuggire per raccontare agli altri che cosa c’è dentro al tessuto economico della nostra provincia e dei territori che le stanno vicino. Un viaggio da impresa a impresa, da Varese ai piccoli comuni, che nella sera del 9 gennaio 2008, alla Facoltà di Economia dell’università dell’Insubria di Varese, ha voluto condividere con gli studenti che si preparano a fare il loro ingresso nel mondo del lavoro. Da Cassinetta che ospita Whirlpool e Mv Agusta, alla patria degli elicotteri AgustaWestland Cascina Costa di Samarate, dalla Sumirago di Ottavio Missoni alla Masnago della Paul and Shark: «Il nostro territorio è ricco di imprese nate e vissute con le persone del luogo, quasi come un centro di ritrovo, una parrocchia – ha spiegato Spartà – per questo mi piace chiamare il mio romanzo storico, popolare e dell’ottimismo».

Sono storie di successo ma anche di scelte e di periodi dove è necessario rimboccarsi le maniche quelle raccontate dal giornalista varesino. Momenti che sono ben noti a chi manovra il timone di un’impresa come gli altri ospiti che hanno partecipato – invitati da Daniela Montemerlo, docente di economia aziendale e Rossella Locatelli, preside dell’ateneo varesino – alla presentazione del volume: Giuseppe Geneletti di Whirlpool, Enrico Guerra di Agusta Westland, Dante Trombetta della Goglio e Federico Visconti, professore dell’Università della Valle D’Aosta.
«L’importante è rischiare e non aver paura di fallire – ha spiegato Guerra -. In molti ci chiedono come Agusta sia riuscita a passare da azienda in crisi a leader in così poco tempo. Ricordo un momento nero, nel 1992, quando l’azienda fu costretta a lasciare a casa in una sola giornata 1700 persone. Ci siamo rimessi in gioco, abbiamo puntato tutto sul nostro patrimonio tecnologico e sulle abilità delle nostre maestranze e le cose sono cambiate. Oggi molte di quelle persone sono titolari di aziende che lavorano nel nostro indotto».

Sullo stesso binario anche il messaggio di Dante Trombetta (a destra nella foto accanto a Gianni Spartà) che, nonostante l’apparenza tranquilla, ha dato mostra di tutta la sua grinta spronando con la forza delle parole i giovani a osare: «Determinazione, gusto di lavorare e capacità di "venire al dunque", è questo che vi consiglio. Tutto quello che si fa deve avere un obiettivo. Dovete sapere dove volete andare, solo così potrete capire cosa è importante e cosa potrete e dovrete lasciare perdere». «È importante fare le scelte giuste in un contesto che cambia a queste velocità – ha aggiunto Geneletti, direttore alle relazioni esterne di Whirlpool -. Il nostro settore ne è un esempio efficace: negli ultimi anni abbiamo visto crescere la pressione competitiva e i costi industriali salire alle stelle, perchè? Perchè quelli che consideriamo materiali di base, tutti legati al petrolio, sono diventati cari come l’oro e perciò è inevitabile prendere delle decisioni se si vuole stare in gioco».

Ogni storia d’impresa dunque ha molto da insegnare anche alle altre per gli aspetti in comune, i problemi che si ripetono, le soluzioni che si seguono. «È importante ragionare sui singoli casi aziendali – ha sottolineato Federico Visconti – in quelli di successo si trovano spesso la passione, le motivazioni e le energie di chi lavora. Aspetti che i giovani dovrebbero conoscere meglio per avvicinarsi di più alla realtà». Paura della Cina? È stato chiesto alle imprese intervistate dal giornalista varesino: «Mi hanno risposto di no, in molte. Un imprenditore mi ha detto: "I cinesi fanno il 70 per cento della salsa di pomodoro in circolazione… Avranno pur bisogno delle mie scatole per conservarla, no?

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2008
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