“Quale sarà il futuro della nostra Comunità Montana?”

Il presidente Marco Magrini scrive alle istituzioni e chiede un tavolo di confronto per discutere della riorganizzazione dell'ente sovracomunale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Presidente di Comunità Montana della Valcuvia Marco Magrini. Nel documento – indirizzato alla Giunta e al Consiglio Regionale, al Presidente della Provincia di Varese e alle segreterie di partito – si chiede un tavolo istituzionale di confronto con la Regione Lombardia sul mantenimento o la soppressione delle Comunità Montane della Provincia di Varese.    

 

La Legge Finanziaria 2008 ha affidato alle Regioni il compito di riorganizzare l’assetto delle Comunità Montane nell’ottica dell’efficacia e del risparmio delle risorse. Pur non condividendo i principi di questa legge, devo ammettere che nella sua versione definitiva la Finanziaria 2008 offre uno spazio di dialogo con gli Enti montani. Vengono imposti tagli economici, ma si apre la possibilità di ridisegnare l’assetto montano lombardo in maniera armonica, prendendo in considerazione criteri più articolati della semplice altimetria.

La responsabilità dell’organizzazione della montagna spetta in primo luogo alle Regioni e solo qualora non si proceda in tal senso diventerà operativa la normativa nazionale che porterebbe alla soppressione delle quattro Comunità Montane della Provincia di Varese.

Diventa quindi necessario, per noi Presidenti di Comunità Montane, conoscere la posizione della Giunta Regionale, in particolar modo del Governatore Formigoni,degli Assessori e dei Consiglieri regionali eletti ad espressione del nostro territorio. Nei mesi scorsi non sono mancate dichiarazioni di solidarietà da parte degli Assessori regionali Raffaele Cattaneo e Massimo Buscemi, nonché dei parlamentari varesini, l’Onorevole Daniele Marantellli e il Senatore Paolo Rossi. Ora è il momento di passare dalle parole ai fatti, come altre Regioni italiane stanno facendo, perché il Governo ha lasciato gli spazi e i tempi per una discussione tra tutte le componenti istituzionali che conoscono il territorio da vicino.

 

In accordo con gli altri Presidenti delle Comunità Montane del varesotto, si chiede pertanto l’attivazione di un tavolo istituzionale provinciale di confronto per discutere e proporre in che modo riorganizzare l’assetto montano della Provincia di Varese che subirebbe la soppressione di tutti e quattro gli enti montani in caso di inerzia di Regione Lombardia. Da parte dell’Ente che rappresento c’è la volontà di trovare una soluzione condivisa al di sopra degli schieramenti politici, come già dimostrato dal documento approvato dall’Assemblea della Comunità Montana della Valcuvia nel mese di dicembre.

 

Considero positivo l’intervento della Provincia di Varese nel garantire lo sviluppo del territorio come sta dimostrando con l’impegno verso l’hub di Malpensa e, come Sindaco, sosterrò la battaglia per il mantenimento dell’aeroporto varesino. Mi aspetto altrettanto impegno nella difesa delle Comunità Montane che rappresentano la forma organizzativa di sostegno e di sviluppo socio economico del nord della provincia.

 

Mi sento di condividere pienamente le parole e lo spirito dell’Assessore Colozzi riportate dal Sole 24 ore Lombardia: “Le risorse regionali non finanziano sprechi e carrozzoni burocratici, ma solo progetti di sviluppo che premiano le idee migliori“. Infatti i finanziamenti regionali ricevuti dai numerosi progetti della Comunità Montana della Valcuvia dimostrano l’impegno profuso per lo sviluppo del territorio e giustificano la necessità di un ruolo di coordinamento a livello sovracomunale delle regioni montane.

 

La Regione Lombardia di fatto ha riconosciuto la progettualità dell’ente assegnando finanziamenti su bandi che spaziano dai servizi associati, agli interventi di manutenzione idraulico forestali: 150 mila euro all’anno per sette anni per la gestione dei servizi associati, 366 mila euro per la realizzazione del database topografico dell’alto varesotto, 180 mila euro per la fruizione turistica della rete sentieristica, 72 mila euro per la sostenibilità ambientale delle aree protette e loro corridoi ecologici, 50 mila euro per la riqualificazione della torbiera di Mombello. Inoltre è stato considerato meritevole di valutazione ed in attesa di finanziamento il progetto per la realizzazione di una centrale termo-elettrica alimentata a biogas e la diffusione di sistemi di teleriscaldamento per in un importo complessivo di circa 12 milioni di euro. Sono in corso di realizzazione: oltre 300 mila euro di investimenti destinati alla sistemazione dei torrenti e dei dissesti sui versanti montani, 500 mila per la ristrutturazione del fabbricato Pradaccio e 1 milione di euro per la realizzazione dell’asilo nido comunitario.

 

In qualità di Sindaco, e non solo di Presidente di un Ente montano, mi chiedo quale sarà il futuro dei servizi coordinati dalla Comunità Montana della Valcuvia.  I piccoli Comuni hanno la necessità di trovare, comunque, una modalità di gestione sovracomunale dei servizi. In tal senso la Comunità Montana ed i Comuni della Valcuvia si sono già attivati costituendo una Società pubblica, dimostrando la volontà e la necessità di associarsi per garantire l’efficienza e l’economicità dei servizi. Alcuni dati dimostrano i traguardi raggiunti: sul fronte dei rifiuti Comunità Montana della Valcuvia è stata premiata dalla Provincia di Varese come ente “riciclone” e attualmente la percentuale di raccolta differenziata arriva al 60%. Altro importante risultato conseguito è la creazione dell’Istituzione Servizi alla Persona che consente di gestire assistenza domiciliare, assistenza sociale, tutela minori, inserimento lavorativo disabili per tutto il distretto socio sanitario che fa capo a Cittiglio per un totale di 26 Comuni e 70.000 abitanti.

 

In caso di scomparsa di Comunità Montana sarà necessario comunque attivare una forma associativa, quale ad esempio l’Unione dei Comuni, che pagherà lo scotto di una riorganizzazione dell’assetto istituzionale e il cui costo ricadrà inevitabilmente sulla collettività. In tale contesto si inserisce la questione del personale che dovrà, comunque, essere ricollocato senza garantire i risparmi ipotizzati dalla Legge Finanziaria. Il tanto vituperato costo della politica degli Enti montani si ridurrà di un’esigua percentuale rispetto alle risorse investite sul territorio e al personale impiegato nella gestione dei servizi e nella stesura dei progetti.

 

Sarebbe inoltre opportuno non lasciar cadere nell’ indifferenza politica questa difficile situazione in cui si trovano la Valcuvia, tutto l’alto Varesotto, e gran parte dei Comuni montani della Lombardia, rimasti soli ad affrontare l’incertezza del proprio futuro. Mi aspetto pertanto di essere convocato, insieme ai Presidenti delle altre tre Comunità Montane della Provincia di Varese, presso l’Assessorato Risorse, Finanze e Rapporti Istituzionali della Regione Lombardia per esporre le nostre necessità e contribuire a trovare una soluzione rispettosa delle vigenti disposizioni di legge. Auspico inoltre che coloro i quali rappresentano le esigenze del territorio in seno alle Istituzioni si esprimano in modo esplicito sulla opportunità o meno di mantenere in essere le Comunità Montane così da permettere ai Sindaci e agli amministratori locali di agire di conseguenza. Il permanere di una situazione di stallo ci imporrà una riflessione sull’operato di chi dovrebbe rappresentare le esigenze del territorio in seno alle Istituzioni.

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Gennaio 2008
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