Ricordo sereno di una tragedia: Etty Hillesum emoziona il Teatrino

Grande successo per l'interpretazione dei diari della giovane morta ad Auschwitz, con la coraggiosa prova d'attrice della Demattè

Prima della tragedia dell’olocausto, nella sua casa olandese, era una donna volubile, triste, incompleta. Quando il dramma storico le è caduto addosso, lei ha voluto correre incontro al destino del suo popolo, trovando una reale serenità. Questo è il paradosso di Etty Hillesum, autrice di un crudo e intenso diario dedicato agli ultimi anni della sua vita, raccontata fino a poco prima della partenza per il campo di sterminio.

Proprio questo testo è stato portato ieri sera, sabato 26, al Teatrino di via Sacco. L’impianto scelto dal regista Andrea Chiodi è stato il monologo, interpretato con vigore da Angela Demattè. Proprio la struttura architettonica del Teatrino, a "fossa", ha reso ancor più emozionante la scelta registica: questa Etty Hillesum sembrava restituita al pubblico in una "bolla storica", osservata mentre scriveva e leggeva i passi del suo diario.

Forte, pragmatica, una donna libera. Ma anche profondamente spirituale e intelligente, così intelligente che a volte avrebbe preferito essere "bionda e stupida". Questi i caratteri del personaggio più marcati nella recitazione della Demattè. Una recitazione sempre più intensa e sentita, che ha coinvolto il pubblico per 90 minuti interi, inframezzati solo da alcune parti cantate, con uguale forza ed emozione.

Tra le parole di Etty, nel filtro del suo cuore così tormentato, i particolari agghiaccianti di un sistema di sterminio organizzato scientificamente. Ma anche i particolari di una vita sociale che, in fondo, non poteva non sopravvivere alle regole tedesche. Gli scherzi e i dibattiti tra ebrei nel campo di raccolta, il tentativo di darsi forza vicendevolmente. Perché è questa la strada che lei ha scelto: darsi agli altri, per essere "occhi e orecchie" di quello che è accaduto in quegli anni.

Anche ieri sera, con l’emozionante rappresentazione al Teatrino, Etty ha potuto raccontare ancora. Il pubblico ha giustamente salutato con un lungo applauso l’ottima prova di attrice della Demattè, ma parte di quell’applauso va ancora una volta al coraggio di una donna che, trovando la sua strada, ha potuto raccontare anche dopo la morte. Per scoprirla nuovamente oggi è prevista una replica, sempre al Teatrino, alle 18 con ingresso libero. Oppure questo passaggio varesino può essere una buona occasione per riscoprire i veri diari, editi da Adelphi con il titolo "Diario 1941-1943". 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Gennaio 2008
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