Rifondazione rilancia sui diritti delle famiglie anagrafiche

Fra le risoluzioni ripresentate in ossequio al nuovo regolamento anche quella sul riconoscimento delle convivenze di fatto

Fra la pioggia di interrogazioni e risoluzioni ripresentate ultimamente da Rifondazione Comunista, in ossequio ai cambiamenti intervenuti anche con il nuovo regolamento del consiglio comunale, ve ne è una dedicata al riconoscimento delle famiglie di fatto. Si tratta di una mozione, già presentata un anno fa e ancora non discussa dal consiglio (il cui ordine del giorno, anche a Porfidio fuori causa per malattia, non riesce a scendere sotto la novantina di punti…), che nelle intenzioni mira a "dare diritti anche alle famiglie atipiche o comunque non sancite da vincolo matrimoniale", istituendo la "famiglia anagrafica" come già avvenuto in realtà quali Padova o Bari.

Rifondazione e tutta la Sinistra Arcobaleno stanno valutando iniziative collaterali al dibattito in Commissione Famiglia e in Consiglio Comunale.

Le premesse della mozione ricordano che la Costituzione all’art. 29 "riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", ma al tempo stesso, agli artt. 2 e 3, garantisce alle persone i diritti civili e sociali senza discriminazioni. Tesi che, per Rifondazione, implica anche il riconoscimento di diritti a chi "affida i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza, siano esse tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso"; il tutto beninteso senza pregiudizio alcuno della famiglia "classica" o "tradizionale" che la Chiesa rilancia ultimamente come modello unico di riferimento. "Il riconoscimento di tali diritti non intende modificare o alterare il riconoscimento e l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio" si legge nel testo della mozione, a ulteriore conferma che non si ha alcuna intenzione di scardinare alcunché – tanto più che le "famiglie anagrafiche" non devono necessariamente comportare convivenze a carattere di relazione sessuale. Il DPR 223/89, che dopo la bellezza di 35 anni fissava il regolamento d’esecuzione della legge 1228/54 sull’ordinamento anagrafico della popolazione residente, riconosce infatti all’art. 4 che "agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune".

Visto che l’art. 33 del citato regolamento d’esecuzione stabilisce che l’ufficiale di anagrafe deve rilasciare certificati anagrafici relativi allo stato di famiglia e che ogni altra posizione desumibile dagli atti anagrafici "può essere attestata o certificata, qualora non vi ostino gravi o particolari esigenze di pubblico interesse, dall’ufficiale di anagrafe d’ordine del sindaco ", la mozione invita Sindaco e Giunta  far sì che l’ufficio anagrafe affinché rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano richiesta, l’" Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi", a predisporre la relativa modulistica, "a sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato, affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti, doveri e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Gennaio 2008
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